1) Mi alleno tanto ma non miglioro: può dipendere dall’alimentazione?
Sì. Quando i carichi aumentano e le prestazioni si avvicinano al limite, l'alimentazione, il timing dei pasti e la distribuzione dei nutrienti fanno la differenza. Un nutrizionista sportivo imposta una strategia coerente con i volumi di lavoro, le caratteristiche personali e gli obiettivi, così da trasformare gli allenamenti in progressi misurabili.
2) Voglio perdere peso senza penalizzare le prestazioni: è possibile?
Sì, ma serve metodo. L’obiettivo è creare un deficit sostenibile mantenendo (o migliorando) il rendimento e il recupero: si lavora su periodizzazione dei carboidrati, proteine adeguate e scelte pratiche che reggono nel tempo. È uno dei motivi più comuni per cui gli sportivi chiedono una consulenza.
3) Voglio aumentare la massa muscolare (senza ingrassare): mi serve un piano nutrizionale?
Molto spesso sì. Per costruire massa servono surplus calibrato, proteine distribuite bene, timing attorno all’allenamento e aggiustamenti progressivi. Il piano evita l’errore classico di mangiare “di più” ma nel modo sbagliato, con risultati lenti o insufficienti.
4) Ho una gara importante: mi può aiutare con una strategia alimentare adeguata?
È una delle richieste piú comuni, soprattutto negli sport di endurance. Il nutrizionista costruisce e testa una strategia specifica per disciplina ed evento (prima/durante/dopo), riducendo improvvisazioni e rischi nel giorno della gara.
5) Mi capita di ‘finire la benzina’ in allenamento o avere cali improvvisi, perché?
Spesso è un problema di energia e timing (pasti troppo lontani, spuntini sbagliati, carboidrati insufficienti nei giorni chiave). Con una strategia personalizzata impari a gestire energia e intensità, senza dipendere dalla fortuna o dalla forza di volontà.
6) Recupero male (gambe pesanti, affaticamento, sonno scarso): la nutrizione può aiutare?
Sì, il recupero non è solo riposo, è anche ripristino (energia, proteine, idratazione, micronutrienti) e routine post-allenamento fatta bene. Ottimizzare questi aspetti produce benefici palpabili per gli atleti.
7) Ho spesso problemi gastrointestinali quando spingo (nausea, pancia, urgenza), si risolve?
Molto spesso sì, con un lavoro mirato. Si interviene su scelte alimentari nei giorni precedenti, composizione del pre-workout/pre-gara, concentrazioni e fonti di carboidrati durante lo sforzo, e in alcuni casi su aspetti di benessere intestinale più ampi.
8) Mi serve un piano misurabile, come capisco se sto andando nella direzione giusta?
Qui entrano in gioco valutazione iniziale + monitoraggio (es. composizione corporea con BIA/adipometria) e controlli periodici per correggere la rotta. È uno dei motivi per cui molti scelgono un nutrizionista: non una "semplice" dieta, ma un processo con feedback.
9) Integratori: quali servono davvero e quali sono soldi buttati?
È una domanda super comune. Un nutrizionista ti aiuta a fare scelte essenziali e sensate, prima mettendo a posto la base (alimentazione), poi integrando solo ciò che ha utilità reale nel tuo caso e per i tuoi bisogni specifici.
10) Ho esigenze particolari (intolleranze, salute, stile di vita): posso seguire comunque una dieta sportiva?
Sì, ed è proprio uno dei motivi per cui ha senso affidarsi a un professionista: non esiste una dieta universale e un atleta va inquadrato anche per stato di salute, preferenze e vincoli reali (orari, trasferte, lavoro). L’obiettivo è un piano nutrizionale personalizzato, sostenibile e compatibile con eventuali condizioni cliniche.