
HERE’S TO THE DREAMERS – DEDICATO AI SOGNATORI
1 Gennaio 2017
Olio di palma: dannoso per la salute?
5 Marzo 2017Il terrorismo alimentare dilaga.
Uomini e donne si aggirano per il supermercato scrutando e analizzando ogni prodotto alimentare con la meticolosità di Sherlock Holmes, alla ricerca di prodotti dalle etichette consolatorie: “SENZA OLIO DI PALMA”, “NO OGM”, “PRIVO DI COLORANTI AGGIUNTI”. Mettono nel carrello solo quello che si marchia con queste scritte salutistiche e si avviano alla cassa con la fierezza di un gladiatore sapendo di aver combattuto degnamente anche oggi i propri rivali: in questo caso le multinazionali che avveleneranno il mondo. Milioni di persone si informano grazie al gioiello più prezioso, più caro e più importante dei loro stessi parenti: lo smartphone.
Le trappole del web
Internet ha sempre una risposta e sa dare ad ognuno ciò che cerca.
Ce n’è per tutti:
- Sei un anticapitalista? Il web è sempre straripante di (dis)informazione a palate riguardo l’incombente schiavitù dell’umanità sottomessa ai grandi della Terra.
- Sei un insoddisfatto cronico della tua esistenza? La rete degli haters è un mezzo efficacissimo per stalkerare e criticare competitors come se non ci fosse un domani per nessuno (e per chi ha già capito di avere un problema, i motori di ricerca forniscono migliaia di numeri di telefono di bravi psichiatri in un istante).
- Sei in cerca dell’elisir dell’eterna giovinezza? Esistono mille prodotti miracolosi che ti promettono di far scomparire i segni dell’età (credici credici, l’importante è auto-convincersi!).
Insomma nel mondo digitale troviamo davvero ogni genere di informazione. Capire quanto di ciò che leggiamo sia vero oppure no, è tutt’altra storia.
Come difendersi dalle trappole opinioniste che ci tentano con la loro facilità di accesso?
La via semplice non c’è: se parliamo di alimentazione, dieci laureati in scienze della nutrizione vi daranno dieci pareri differenti e probabilmente in perfetta buona fede.
Per non parlare dei blog e dei portali non accademici che postano contenuti senza alcun filtro scientifico o alcuno studio precedente. E non sta a voi esaminare il curriculum di tutti quelli che scrivono su internet, ma potete cercare alcuni segni distintivi:
- Se citano le fonti e danno accesso alle ricerche originali su cui basano le proprie affermazioni, ci hanno almeno lavorato a lungo (e quel che converrebbe in realtà è andare a vedere le ricerche in questione)
- Se snocciolano certezze universali non contestualizzate da situazioni specifiche e rimedi facili per qualsiasi problema, è sintomo che credono che la scienza si limiti ad un serie di scoperte irreprensibili e a pochi concetti fissi e non multifattoriali; che la cura per il Vaiolo sia stata trovata dall’oggi al domani e probabilmente grazie ai consigli di qualche nonna di allora.
Pensare che la cura per una malattia terminale si nasconda in una spezia che abbiamo sempre usato (così com’è, e non sintetizzata in sostanze più pure e più potenti) è come credere che la peste sia stata debellata dall’arrivo dei pomodori dal Nuovo Continente o come pensare che bere Coca-Cola, farsi di eroina e masticare un papavero siano la stessa cosa.
Forse non ci siamo evoluti poi tanto da quando immolavamo streghe per aver preparato strani intrugli e scambiavamo per magia reazioni chimico-fisiche.
Personalmente tifo alchimisti contro inquisizione, ricercatori contro credenze popolari e lucidità contro scaramanzia.
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