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3 Gennaio 2021Dallo zinco che riduce il decorso di un’infezione alla vitamina C che viene utilizzata da alcuni web acculturati quale rimedio miracoloso per stimolare il sistema immunitario e pensare di evitarsi una bella cura antibiotica. Quando queste fesserie vengono dette da minus habens va bene. Un po’ meno quando gli stessi professionisti del settore sono davvero convinti di una roba del genere e consigliano pubblicamente di utilizzare la vitamina C quale rimedio per combattere infezioni o patologie specifiche. Si, ci sono ricerche che provano una modulazione del sistema immunitario tramite utilizzo di integratori. Modulano, ma non curano (differenza fondamentale da conoscere).
Nell’epoca in cui ognuno interpreta le parole in base ai propri pregiudizi e alle proprie convinzioni, si rischia che il messaggio venga interpretato con: i farmaci non servono. Inizia così, con frasi banali, una serie di precedenti che vengono utilizzati da chi non ha alcuna competenza per alimentare teorie complottiste e scemenze che sono alimentate, senza saperlo, dagli stessi professionisti del settore.
Un po’ come chi afferma che le calorie non esistono o frasi assurde del tipo “una caloria non è una caloria”.
La giustificazione viene fornita pubblicando e riportando ricerche di Pubmed che dimostrano che moltissime sostanze presenti negli alimenti o alcuni supplementi specifici sono in grado di ridurre la durata e il decorso di un’infezione. Questo è ben diverso dal dire che tali sostanze siano in grado di curare un problema.
Un conto è modulare e mantenere l’efficienza del nostro sistema immunitario e un conto è dire che siano utilizzabili per curare un problema. Un po’ come chi confonde un nesso di relazione con un nesso causale.
Stimolazione del sistema immunitario con gli integratori alimentari
Per chi studia o ha studiato Scienze della Nutrizione Umana saprà che una miriade di sostanze e molecole sono in grado di mantenere in buono stato il nostro corpo e modulare il nostro sistema immunitario. Possiamo dire che qualsiasi alimento ha un’influenza sul nostro stato di salute. Ridurre la complessità umana sovrastimando gli effetti di singole sostanze, causa una disinformazione pericolosa.
Se cercassimo la moltitudine di ricerche pubblicate in questi mesi su micronutrienti e COVID rischiamo di cadere in un tranello, se non leggiamo attentamente quanto viene riportato. Nessuna ricerca potrà affermare che la supplementazione di micronutrienti è in grado di curare una patologia. Quello che si sottolinea è che avere una carenza di un micronutriente, quali per esempio lo zinco, porta ad alcune alterazioni del nostro sistema immunitario e ad una sua minor efficienza.
Questo significa che dobbiamo integrare zinco o qualsiasi altra sostanza sia stata presa in esame? NO.
La supplementazione deve avvenire solo se viene confermata una carenza, non prima. In ogni caso, qualora venisse confermata una carenza di una sostanza nel corpo, una sua integrazione non porta neanche lontanamente a pensare che possa essere utilizzata in sostituzione ad un farmaco che ha lo scopo di curare.
Inoltre, ricordiamo che un eccesso di micronutrienti causa effetti indesiderati che sono diametralmente opposti a quelli sperati. Molte sostanze antiossidanti, per esempio, diventano pro-ossidanti se assunte in eccesso. Altre diventano proprio tossiche, quali la vitamina B6 che possono portare a neurotossicità. Se una sostanza ha effetti positivi in condizioni fisiologiche, non si può dire altrettanto di un suo eccesso.
Da questo a dire che singole sostanze eccedano dalle loro funzioni biologiche e vengano promosse come farmaci efficaci e alternativi ai reali rimedi medici che esistono è fuorviante e provoca la diffusione di fesserie che non hanno alcuna sostanza, a parte lo slogan per attirare consensi di un pubblico ben preciso.
Cosa diversa se l’insorgenza di quella patologia è direttamente connessa con la carenza di una vitamina o un micronutriente ben preciso. Il caso dello scorbuto, della pellagra e del beri-beri ci dimostrò che alcune carenze vitaminiche sono in grado di portarci ad uno stato patologico, ma è un caso diverso quello di utilizzare le medesime sostanze per curare patologie di diversa natura che necessitano dell’ausilio di un medico e di una terapia farmacologica appropriata.




