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10 Agosto 2018In questo articolo parleremo di una molecola comune ai processi infiammatori e alle intolleranze alimentari: l’istamina.
L’istamina: che cos’è?
L’istamina è un’ammina coinvolta nei processi infiammatori. Avete presente quando vi tagliate o quando avete una risposta allergica? In entrambe queste situazioni subentra l’istamina. Questa molecola viene prodotta a partire da un amminoacido essenziale: l’istidina. Quest’ultima, attraverso il processo di decarbossilazione, cioè la rimozione di uno o più gruppi carbossilici sotto forma di anidride carbonica.
Una volta prodotta viene immagazzinata nei granuli dei mastociti e dei basofili, appartenenti al sistema immunitario.
Quali sono i suoi effetti e a cosa serve?
L’istamina possiede molteplici proprietà e assolve a diverse funzioni.
Tra queste troviamo:
- vasodilatazione dei vasi sanguigni di piccolo calibro;
- aumento della permeabilità vascolare;
- stimolazione delle ghiandole gastriche;
- aumento dell’attività degli eosinofili;
- broncocostrizione.
In tal senso l’istamina può portare anche a effetti diversi a livello cutaneo tra cui edema, prurito ed eritema.
Metabolismo e interazioni farmacologiche
I breve cercheremo di comprendere il metabolismo di questa molecola. Per la maggior parte viene prodotta dalla flora batterica intestinale. Una volta assolte le diverse funzioni, entrano in gioco una serie di enzimi che hanno come scopo principale quello di inibirla: le DAO (diamminossidasi). L’istamina non può attraversare la barriera ematoencefalica e per tale ragione se è necessario produrre istamina nel cervello viene prodotta a livello autocrino, cioè in sede.
I farmaci colinergici, la reserpina (alcaloide utilizzato anni fa per il trattamento dell’ipertensione e come anti-psicotico) e l’alcool stimolano la produzione di istamina a livello endogeno. L’alcool in particolare inibisce le DAO, mantenendo i livelli istamina.
Al contrario la vagotomìa, la clorpromazina (per il trattamento della schizofrenia) e la famotidina, usata per il trattamento dell’ulcera peptica, inibiscono la produzione di istamina.
Oggi si cerca di comprendere il meccanismo che collega l’alta produzione di istamina con l’insorgenza di fenomeni schizofrenici. Si cercò di appurare anni fa l’efficacia della famotidina, utilizzata ad altissimi dosaggi, per ridurre gli episodi di schizofrenia.
I recettori
Nel nostro corpo abbiamo quattro principali recettori per l’istamina:
- Recettore H1: presente nelle cellule nervose, cellule epiteliali, endoteliali, cellule T e B e condrociti. Gli effetti sono una contrazione della muscolatura liscia, vasodilatazione del microcircolo e aumento della permeabilità.
- Recettore H2: presente in cellule T e B, cellule nervose e della mucosa gastrica, respiratoria e negli epatociti. Gli effetti sono un’aumentata permeabilità e stimolazione dell’acido cloridrico a livello gastrico.
- Recettore H3: presente nei monociti, mastociti e neuroni istaminergici. Gli effetti sono una diminuzione nel rilascio di istamina.
- Recettore H4: presente nei mastociti, intestino, cuore, fegato, midollo osseo e cellule B e T. Gli effetti sono una maggior chemiotassi e una differenziazione dei mieloblasti.
Intolleranza alimentare e istamina
Ci sono persone che manifestano una condizione definita “istaminosi” o “intolleranza all’istamina“. Si tratta di una condizione in cui la continua produzione di questa sostanza porta ad una eterogeneità di sintomi che vanno dalla cefalea, al mal di pancia, diarrea, prurito, eruzioni cutanee, tachicardia, problemi respiratori e nausea.
Questa intolleranza può essere scatenata da una minor produzione di DAO, gli enzimi responsabili dell’inibizione dell’istamina.
Persone allergiche alle graminacee possono accentuare l’allergia in caso di consumo di sedano e pomodoro. Questo fenomeno è definito cross-reattività. Detto semplicemente, è come se il corpo associasse molecole simili per la stessa molecola estranea, con un aumento della risposta immunitaria.
Allergeni, istamina e alimenti da evitare
In caso di istaminosi è necessario ricordare che questa molecola è già presente naturalmente in molti alimenti che consumiamo giornalmente. La probabilità che sia presente istamina negli alimenti è più alta in tutti quelli ad alta conservabilità.
Tra questi è necessario prestare attenzione a formaggi fermentati, pesce surgelato, crostacei, cioccolato, fragole, pomodori e peptoni contenuti nell’albume dell’uovo. La sindrome sgombroide si verifica quando del pesce andato a male contiene alti livelli di putrescina e cadaverina con azione inibente sulle DAO.
Attenzione agli amanti dei carboidrati. Un eccessivo introito di carboidrati può produrre alti livelli di istamina e ad un suo più alto assorbimento a livello intestinale.
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