
Uno studio scientifico ha dimostrato che…
20 Dicembre 2021
MHO: l’obesità “sana” esiste?
17 Gennaio 2022Quanti di voi sono dimagriti, ma affrontano con frustrazione una cena fuori o l’aumento di peso?
Basti pensare a quanti sono ossessionati dal migliorare il proprio rapporto tra la massa grassa e la massa magra e vivono con ansia la possibilità che il peso si alzi nuovamente, mettendo a rischio le relazioni sociali e gli episodi di convivialità.
Un tema poco toccato, ma vissuto da tantissimi. A partire da coloro che vanno in palestra per bruciare più calorie e controbilanciare gli eccessi a tavola, fino a coloro che si muniscono di applicazioni conta calorie perché non vogliono in alcun modo che il loro peso aumenti e il cibo si trasforma in una semplice sommatoria di carboidrati, proteine e grassi. Altri ancora, sull’onda proprio di un calcolo matematico, trasformano l’esperienza culinaria in qualcosa di meccanico, non avendo alcun ancoraggio psicologico di piacere con il cibo.
Tutti questi comportamenti possono essere il segnale di un disturbo del comportamento alimentare e possono mettere a repentaglio la nostra salute, anche se apparentemente il nostro peso è nei limiti di norma. Se molti sono convinti che la salute passi solo dal peso sulla bilancia e dall’essere magri e muscolosi, resterete delusi nel sapere che non è così.
Dimagrire non è sinonimo di salute

La salute è una condizione fisica e psicologica nell’accettare chi siamo e nel vivere al meglio il rapporto sia con il nostro corpo sia con tutto ciò che può influenzarlo. Di fatto con il termine “salute” non s’intende semplicemente l’assenza di malattia, ma è qualcosa di ben più complesso. Ed è così anche nel rapporto che abbiamo nei confronti degli altri e di noi stessi.
Capita spesso di vedere persone che si mettono a dieta per avere i risultati dell’amico pretendendo, nel medesimo tempo, di ottenere il medesimo peso, senza indagare preventivamente se sia davvero necessario inseguire i risultati di altri, quando noi abbiamo un background completamente diverso.
Da tante piccole situazioni possono nascere frustrazioni che diventano vere e proprie ossessioni: dall’ortoressia alla vigoressia per arrivare a bulimia e anoressia nervosa. Dai sensi di colpa si passa a comportamenti che ledono noi stessi e influenzano (negativamente) anche il rapporto con gli altri.
Per tale ragione molti professionisti della nutrizione non mettono a conoscenza il cliente/paziente dell’apporto calorico o del calcolo dei macronutrienti. Si esegue un percorso di educazione alimentare senza che vi sia un ancoraggio con le calorie.
Quando dimagrire può non essere sinonimo di salute
Alcune situazioni che dimostrano un rapporto conflittuale con noi stessi e potrebbero farci vivere male il nostro percorso nutrizionale con il professionista:
- eccessive attenzione alle fluttuazioni di peso;
- utilizzare il cibo solamente come contenitore di calorie;
- avere un rapporto con il nostro corpo eccessivamente focalizzato a notare quelli che pensiamo siano i nostri difetti;
- sentirsi alla continua ricerca di una forma fisica migliore;
- vivere i pasti liberi con ansia e sensi di colpa.
Se aveste notato alcuni di questi segnali parlatene con una figura professionale di competenza che possa aiutarvi a vivere meglio il vostro rapporto con il corpo, con il cibo e con voi stessi.
FORSE POTREBBERO INTERESSARTI:

