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23 Gennaio 2021Si continua a parlare di diete. Abbiamo già parlato di diete detox, di digiuno intermittente, della dieta del gruppo sanguigno, di diete sensate e altre completamente strampalate e prive di ogni base scientifica.
Oggi parliamo di una variante del digiuno intermittente: il dinner cancelling, una dieta nata in Germania che trae le sue considerazioni dagli aspetti positivi di un digiuno di circa 16 ore.
Come sempre si parte da basi che hanno fondamento, ma si stravolgono al punto tale che il marketing punta su slogan che fanno leva sulla psicologia umana come “accelera il metabolismo” oppure “detossificati con la dieta X”. In questi casi si cade in errori metodologici e fesserie vere e proprie.
Svolgere saltuariamente un digiuno di durata contenuta di circa 10-16 ore non è una pratica da disdegnare, perché nasconde in sé anche degli effetti positivi sul metabolismo glucidico e lipidico. Non possiamo pensare però di sposare i principi di una dieta ciecamente, come fosse una religione. Basti pensare a quanti hanno sposato nel corso degli anni la dieta del gruppo sanguigno pur non avendo una base scientifica e basandosi sulle sensazioni di coloro che l’hanno provata (senza che questo avvalori la dieta stessa).
Dovremmo sempre porci delle domande, quali per esempio:
- a chi si rivolge questa dieta?
- perché dovrei seguirla?
- ha delle basi scientifiche solide e su quali considerazioni si basano?
Dinner cancelling: cos’è e cosa c’è di buono?
L’idea del digiuno serale, perché è questo che tratta il dinner cancelling, segue i medesimi vantaggi del digiuno intermittente. Tra questi troviamo:
- maggior sensibilità insulinica;
- evitare frequenti spike di insulina, tipici di chi è solito fare tanti piccoli pasti al giorno;
- vantaggi metabolici legati all’azione delle sirtuine.
Sotto questi punti di vista il dinner cancelling potrebbe avere anche del senso logico. Si deve però pensare di rispondere alla seguente domanda:
Ci sono alternative che propongono risultati analoghi e senza ricorrere a ore di digiuno?
La risposta è si, specie se si esegue un deficit calorico controllato che mima alcuni effetti legati al digiuno. Pertanto possiamo appoggiare il dinner cancelling se siamo già normalmente abituati a non cenare, ma in altri casi possiamo ricorrere ad altre strategie.
Alcuni falsi miti in cui non cadere
Il mondo del marketing è considerato nel nostro settore come sposare il lato oscuro della forza. Quando si parla di dinner cancelling è facile cadere nelle solite proclamazioni legate al metabolismo e al detossificare il corpo. Mi lascia perplesso che ci siano ancora “esperti” che parlino di accelerare o rallentare il metabolismo come fosse un interruttore. Immagino e spero che sia per ragioni legate alla vendita e non perché ci credono davvero o alla modalità con cui si vuole trasferire in maniera semplice concetti complessi. Il discorso è analogo su chi parla ancora di digiuno per detossificare, quando in realtà sono il fegato e i reni a svolgere costantemente questo compito, senza bisogno che alcune diete vengano fregiate di proprietà mistiche che sono inesistenti – nonostante molte aziende di supplementi utilizzino purtroppo il concetto di “detossificare” e facciano girare intorno a tale slogan anche una parvenza di scientificità.
Leggi anche “Dieta Detox: come detossificarsi dalle diete miracolose” oppure “sbloccare il metabolismo è possibile?”
In conclusione: il dinner cancelling possiamo prenderlo in considerazione? La risposta è dipende.
Vi fa stare meglio questa pratica? Continuate a farla (ma cosa ben diversa pensare che tale pratica sia la migliore in assoluto – visto che al momento non ci sono dati così solidi per pensarlo).
Come sempre la dieta non tocca solamente l’aspetto organico e metabolico di “cosa mangio”, ma l’approccio psicologico sulla base del “come mi sento”. Molte persone, per effetto placebo, semplicemente riferiscono di “sentirsi meglio” seguendo un certo regime alimentare.
Quanto è scientificamente valido sentir dire che una dieta ha fatto star bene un tale che giurerebbe di aver avuto reali effetti positivi? Zero. Tuttavia quando si formula una dieta non è possibile ignorare le abitudini di vita di una persona. Se una persona è abituata a non consumare la cena e riferisce di essere abituata in questo senso, allora il dinner cancelling può essere un’alternativa valida.
Non mi stancherò mai di dirlo, ma ciò che conta sono essenzialmente tre fattori principali:
- l’apporto calorico medio;
- la distribuzione dei macronutrienti;
- Assunzione di acqua e fibre alimentari giornaliere.
Tutto il resto è marketing (o quasi).
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