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15 Ottobre 2018Scheda di allenamento e intensità. Alcuni fuffaguru sono convinti che più ci si allena e meglio è. Peccato che facciano solamente riferimento ad un parametro dell’allenamento: la frequenza di allenamento. Più volte ci alleneremo e più ci sarà uno stimolo meccanico sulle nostre articolazioni e i nostri muscoli.
Ma non è tutto. Alcuni pensano che conti il volume settimanale o la sua partizione nelle sedute. Ci sono altri parametri che influiscono però sulla buona resa dei nostri allenamenti.
L’intensità del carico, per esempio. E non parliamo di intensità di carico esterno, cioè il peso sollevato per ciascuna ripetizione o i minuti al chilometro percorsi dai runner. Parliamo di intensità interna.
In questo articolo parliamo di un tema un po’ scottante e poco trattato.
Intensità del carico: dipende solo da quanto solleviamo?
Quando eseguiamo un esercizio in sala pesi dobbiamo soffermarci su alcuni aspetti fondamentali all’allenatore.
Si possono verificare situazioni di burnout psicologico che compromettono la possibilità di alzare le intensità del carico. In questo caso perché si è sostenuto uno stress elevato dal punto di vista psicologico.
Ecco che così distingueremo due forme di intensità: un’intensità esterna (=carico sollevato per ripetizione) e un’intensità interna del carico (situazione di stress psicologico in relazione al tempo).
Nel processo di apprendimento motorio possiamo decidere anche in atleti evoluti di dedicare delle sessioni di allenamento con particolare focus sulla tecnica. La tecnica a bilanciere scarico avrà un impatto basso a livello metabolico muscolare, ma altissimo dal punto di vista dell’intensità del carico interno.
In altre parole stiamo facendo intensità senza saperlo.
Lavorare sulla tecnica o l’acquisizione di un movimento innalza il livello di intensità del carico interno.
Molti allenatori, anche di ampia esperienza, pensano erroneamente che conti solamente quanto si esegua dal punto di vista matematico del carico visibile.
Questo è FALSO.
Ora che sappiamo che il carico esterno ha una sua importanza per avere un certo adattamento per aumentare l’ipertrofia muscolare, dobbiamo ricordarci anche del carico interno dell’atleta.
Ogni volta che eseguiamo un lavoro fisico impattiamo anche sulla psicologia dell’atleta. Lavori troppo complessi possono demotivare l’atleta a tal punto che il carico interno influirà sul carico esterno sollevato.
Viceversa, soggetti in procinto di acquisire un nuova tecnica o lavorare su determinati errori avranno intensità esterne basse, ma carichi interni elevatissimi.
Il burnout psicologico
Il proprio stato emotivo può innalzare la percezione di fatica nei carichi esterni sollevati. Questo deve essere preso in considerazione dall’allenatore e conoscere il proprio cliente o atleta risulterà cruciale per poter programmare obiettivi e modificare la sua tabella di marcia.
Il programma di allenamento è solo un punto di partenza, ma non qualcosa di immutabile. Dobbiamo imparare a riconoscere segnali netti del nostro atleta, tra cui:
- situazioni in cui con è presente con la testa;
- affaticamento precoce anche con carichi e volumi modesti rispetto al suo standard;
- poca voglia di allenarsi.
Queste tre situazioni denotano problemi che si ripercuoteranno nella sua capacità di esprimere intensità e volume.
Infine, ricordiamoci che non esiste solo il corpo, ma è la mente che comanda ogni cosa, compresa la possibilità di alzare grossi carichi.
Buona programmazione!

