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Olio di cocco: che cos’è?
L’olio di cocco è un olio ottenuto dalla copra della noce del cocco.
Composizione dell’olio di cocco
L’olio di cocco è composto per la maggior parte da acidi grassi saturi. Circa il 50% degli acidi grassi contenuti al suo interno sono rappresentati dall’acido laurico, un grasso saturo a 12 atomi di carbonio. Questo acido grasso si conserva a lungo e una sua assunzione può portare ad aumenti nelle quote di colesterolo circolanti, con aumenti sia delle HDL sia delle LDL.

L’acido laurico è un acido grasso a media catena, la cui assunzione non porta ad un aumento dei trigliceridi nelle cellule grasse, ma viene utilizzato dai mitocondri epatici per la produzione di energia.
L’acido miristico è il secondo acido grasso che compone questo olio e anch’esso è saturo. Costituisce dal 15 al 20% degli acidi grassi dell’olio di cocco. Questo secondo acido grasso è a lunga catena ed è considerato un diretto responsabile dell’aumento del colesterolo “cattivo”, chiamato LDL. Il fatto che l’acido miristico sia il secondo acido grasso a comporre l’olio di cocco fa pensare che una sua assunzione prolungata sia sconsigliata.
Olio di cocco e sport: cosa dire a riguardo?
Nello sport il consumo di oli, specie nei runner, è cosa comune. Gli acidi grassi sono infatti fondamentali per apportare energia e nutrimento a due distretti principali:
- il cuore;
- le altre cellule periferiche.
A livello fisiologico il cuore è in grado di prelevare energia dagli acidi grassi a lunga catena (saturi). Ciò nonostante non significa che la dieta debba essere sbilanciata con un’assunzione eccessiva di questi acidi grassi.
Per la composizione dell’olio di cocco, molti hanno pensato nel tempo che potesse rappresentare una valida alternativa agli integratori di acidi grassi a media catena (o MCT).
Purtroppo gli MCT restano l’alternativa preferibile, rispetto all’olio di cocco (Kinsella, Maher, Clegg 2017). Gli MCT in tal senso sono in grado di venire in aiuto soprattutto a chi vuole rimettersi in forma e vuole perdere peso, in quanto dotati di un buon potere saziante.
La posologia di MCT è consigliabile che sia programmata da un esperto abilitato del settore per evitare di incorrere in effetti collaterali quali dolori addominali e diarrea.
Ma in conclusione, l’olio di cocco è consigliato oppure no?
Dagli studi emersi il consumo di olio di cocco può mettere a repentaglio la salute cardiovascolare e innalzare le quote di LDL (Sankararaman, Sferra TJ 2018). Altre ricerche non confermano quanto appena affermato e diversi claims sembrano suggerire alcune proprietà benefiche dell’olio di cocco. Nella ricerca purtroppo trovare studi che siano unanimi al 100% risulta difficile. In una review del 2016, tuttavia, viene riportato nelle conclusioni quanto segue:
Overall, the weight of the evidence to date suggests that replacing coconut oil with cis unsaturated fats would reduce CVD risk. Therefore, this review does not support popular claims purporting that coconut oil is a healthy oil in terms of reducing the risk of CVD. There was no evidence that coconut oil acted consistently different from other saturated fats in terms of its effects on blood lipids and lipoproteins.
Invito sempre a non farci ingannare dalle pagine che lodano le proprietà benefiche di un alimento o una bevanda. Il consiglio è di cercare diverse fonti che possano confermare o smentire quanto letto.
Nonostante la pubblicazione di diversi libri che trattano le molteplici proprietà dell’olio di cocco, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come la Food and Drug Administration, invitano alla moderazione per evitare danni e conseguenze negative sulla salute.
A voi le conclusioni finali.
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BIBLIOGRAFIA – REFERENCES:
- Kinsella , Maher T, Clegg ME (2017). Coconut oil has less satiating properties than medium chain triglyceride oil, Physiol Behav; 179:422-426.
- McCarty MF, DiNicolantonio JJ (2016). Lauric acid-rich medium-chain triglycerides can substitute for other oils in cooking applications and may have limited pathogenicity – Review, Open Hearth; 3(2): e000467.
- Sankararaman S, Sferra TJ (2018). Are We Going Nuts on Coconut Oil?, Curr Nutr Rep; 7(3):107-115.

