
La vitamina C non previene dall’infezione di Coronavirus
14 Marzo 2020
Effetti dell’attività fisica: perché farla con costanza
18 Marzo 2020La vitamina B3 è una vitamina idrosolubile, abbondante in fegato, arachidi, pollo, tonno e frumento. Al contrario di altre vitamine, come la vitamina C, la B3 è una vitamina stabile a temperature inferiori ai 120°C. Questo significa che la cottura influenza poco la perdita di questa vitamina.
La vitamina B3 è chiamata anche vitamina PP (Pellagra Preventiva) o niacina. La niacina è precursore di alcuni coenzimi piridinici, come il NAD e il NADP, fondamentali per il metabolismo cellulare.Si chiamano piridinici, poiché contengono nella struttura chimica un anello piridinico, proprio come la vitamina B3 da cui derivano.
Vitamina B3: alcune curiosità
Alcuni autori non sono d’accordo a considerarla una vera e propria vitamina, poiché il nostro corpo è in grado di sintetizzarla, se il nostro apporto proteico è adeguato. Dall’assunzione di triptofano, uno degli amminoacidi essenziali, viene prodotta vitamina B3.
Ogni 60 mg di triptofano viene prodotta circa 1 mg di niacina.
Il fabbisogno di niacina sembra andare di pari passo con il quantitativo calorico giornaliero. Si stima che ogni 2000 kcal ci sia bisogno di un apporto di circa 13 mg di niacina. Nonostante queste raccomandazioni, un alto apporto proteico potrebbe sopperire ad una parte di niacina assunta con gli alimenti. Altre linee guida suggeriscono un’assunzione dai 16 ai 18 mg/dì di vitamina B3.
Ormoni e produzione endogena di niacina
Gli ormoni sono in grado di interagire con la cascata biochimica dalla quale si originerebbe il NAD a partire dal triptofano. Si parla di produzione di acido chinolinico, una molecola derivante dal triptofano, da cui deriverebbe la niacina e il successivo NAD.
Il digiuno e la secrezione di glucagone dalle cellule pancreatiche stimolerebbe un enzima che permetterebbe l’attivazione di questo meccanismo: la triptofano diossigenasi. Al contrario l’insulina fornirebbe un feedback negativo su questo enzima e sulla produzione di acido chinolinico.
La carenza di niacina
In epoca passate, la scarsa assunzione calorica, alimenti poco vari e lunghi periodi di carestia potevano indurre ad una patologia molto seria da carenza di niacina: la pellagra.
La pellagra è definita anche malattia delle 3D: dermatite, diarrea e demenza. Alla base della demenza ci sarebbe l’interazione che triptofano e vitamina B3 hanno nei confronti della serotonina.
L’assunzione di alimenti ricchi in vitamina B3 e proteine, impedisce il verificarsi di questa patologia da carenza. Per tale ragione la vitamina B3 è definita anche vitamina PP (Pellagra Preventiva).
Vitamina B3 negli alimenti
Tra gli alimenti più ricchi di vitamina B3 troviamo le carni, il fegato e le arachidi.
In questa tabella troviamo i cinque alimenti tra i livelli più alti di vitamina B3.
| Alimenti | mg/100g |
|---|---|
| Fegato | 14,5 |
| Arachidi | 14 |
| Pollo | 12 |
| Tonno | 10 |
| Frumento | 5,7 |
Riassumendo…
La vitamina B3 è una vitamina idrosolubile, le cui caratteristiche sono:
- stabile a temperatura inferiori a 120°C.
- Precursore di NAD e NADP.
- L’apporto proteico garantisce una buona sintesi di niacina a partire dal triptofano.
- Il fabbisogno è variabile, dai 13 ai 18 mg/dì.
- Una sua carenza causa una patologia denominata pellagra.




