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10 Gennaio 2022Viviamo in un’epoca dove alcune notizie diventano talmente assillanti da essere prese per vere. Molte persone si affidano al sentito dire, all’opinione dell’esperto e a chi viene interpellato per fugare dubbi in merito ai temi più diversi. Oggi molte testate giornalistiche utilizzano titoli quali “uno studio scientifico ha dimostrato che…” per sottolineare l’autorevolezza di quanto scritto. Purtroppo non è raro ritrovarsi a leggere un articolo che di fatto non dimostra niente e sarebbero necessari ulteriori studi comparativi che possano provare quanto appena letto.
Il problema è duplice. Da una parte abbiamo giornalisti che per sfruttare gli algoritmi del web devono mettere titoli eclatanti e fuorvianti, dall’altra parte abbiamo un lettore poco avvezzo a verificare le informazioni.
Su internet qualsiasi idea può essere avvalorata e confermata, perché ci sarà qualcuno che avrà scritto un articolo che conferma i nostri pregiudizi e le nostre convinzioni. L’utente non verificherà quanto detto, ma si affiderà a quanto scritto.
Nella ricerca scientifica le questioni sono ben più complesse però di quanto appaiano dalla lettura di articoli giornalistici. Quando leggiamo “uno studio ha dimostrato che…“, non possiamo fermarci qui. Domandiamoci sempre:
- come è stato condotto questo studio?
- quante persone sono state prese in considerazione per condurre lo studio?
- esistono altri studi analoghi che hanno ottenuto un risultato simile?
- è stato davvero dimostrato quanto ho appena letto con studi comparativi?
Uno studio scientifico ha dimostrato che…
Sono tantissimi gli articoli che iniziano con questa frase, perché portano il lettore a credere che quanto si sta leggendo sia affidabile e credibile. Questa frase è utilizzata per aumentare psicologicamente la capacità di immagazzinare l’informazione, giusta o sbagliata che sia. Scatta l’idea che le informazioni all’interno dell’articolo siano veritiere.
Purtroppo, come detto in diversi articoli, uno studio scientifico non fa primavera. Alcuni hanno utilizzato singoli studi per dedurre nozioni che hanno portato a partorire metodi assolutamente fantasiosi, riducendo la complessità della fisiologia umana a slogan pubblicitari e a diete dal riscontro scientifico inesistente.
Quando vogliamo dimostrare qualcosa non basta uno studio, così come non bastano le vendite di un libro che ha riscosso successo. Per dimostrare un effetto è necessario che siano condotti diversi studi scientifici, possibilmente che siano in qualche modo analizzati attraverso review e meta-analisi. In caso contrario quanto stiamo leggendo è da verificare e probabilmente, in mancanza di qualcosa che avvalori ulteriormente quanto letto, resta un’ipotesi in attesa di conferma.
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Photo by Beatriz Pérez Moya on Unsplash

