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7 Maggio 2019Sappiamo bene che nel mondo dello sport e delle discipline estetiche, alle volte la dieta è un modo per ritagliarsi un proprio spazio fatto di regole.
Nulla di male avere un proprio codice di comportamento alimentare, ma solo se questo non diventa un’ossessione. Purtroppo succede sempre più spesso che il controllo maniacale nel cibo nasconda qualche disturbo psicologico.
Nello sport la voglia di vedersi meglio e sempre in forma può scaturire da un disturbo della propria immagine corporea. Ed è quello che vediamo in uno dei mondi dove la ricerca dell’estetica diventa talmente ossessiva da far perdere di vista il piacere della vita stessa e anche il significato della parola “trasgressione”.
Diventa una nuova trasgressione il fatto di non mollare mai, di non prendersi del tempo per riposare e del distacco anche dalla dieta ferrea. L’unico vero distacco è il mancato controllo con il cibo a ritmi alterni, come veri e propri raptus che non sono altro che il sintomo di altro: alle volte veri e propri disturbi del comportamento alimentare.
La vigoressia e il bodybuilding
Il disturbo del comportamento alimentare si trasforma in una storpiatura nel vedersi poco muscolosi e voluminosi. Tutto inizia a ruotare intorno ad una ricerca ossessiva di una perfezione estetica che diventa ben presto “storpiatura” estetica.
Si ricercano volumi muscolari continui e senza limiti. Tutto questo continua finché non diventa una vera e propria forma patologica con un nome: vigoressia o complesso di Adone.
La vigoressia è una malattia a tutti gli effetti ed è l’opposto dell’anoressia, ma si tratta sempre di un disturbo della propria immagine corporea.
Cosa c’entra la dieta? Il controllo maniacale è una delle caratteristiche tipiche, proprio come nell’anoressia e in altri DCA.
L’ossessione delle calorie
Ma ci sono anche altre forme più modeste di questo genere di comportamenti. Per esempio il cercare a qualsiasi costo di eseguire calcoli a spanne di quanto si stia assumendo durante la giornata.
Quando la dieta diventa ossessione si celano diversi aspetti riguardanti la patologia e la psicologia personale, alle volte poco riconducibili a veri e propri quadri clinici. Eppure lo sono.
Alcuni soggetti con evidenti DCA riescono a mascherare maggiormente il loro problema poiché si avvalgono di app e si rintanano a calcolare grazie al loro smartphone tutte le scelte possibili da compiere per avere un controllo totale del loro diario alimentare.
Il nodo focale di tutti questi disturbi
La maggior parte delle volte la scarsa autostima e disturbi psicologici trovano come unica alternativa e gratificazione il prendersi fintamente cura di sé, con il controllo maniacale. Alle volte invece le ragioni che portano a questi comportamenti sono molto più intime e risalgono a traumi subiti nei più disparati ambiti.
E poi ci sono anche tutti coloro che affrontano la dieta con ossessione solo per rimettersi in forma per la stagione estiva. Così come hanno avuto poche regole nell’inverno, attuano un vero e proprio cambio di rotta nella bella stagione.
Anche in questo caso, si consiglia di avere un piano per non cadere vittime di comportamenti che non sono molto diversi da chi ha DCA.
Vivere la dieta con serenità, il che non significa non avere regole, è l’obiettivo da raggiungere. Molte volte si è parlato di moderazione a tavola e dietro questa parola c’è già la chiave della nostra salute, fisica e mentale.

