
Condividere la dieta con un amico è una buona idea?
24 Novembre 2019
Lo stallo nella dieta
30 Novembre 2019Così come si deve periodizzare l’allenamento, anche la dieta deve essere periodizzata correttamente. Un atleta che tira sempre a mille andrà incontro ad infortuni. Allo stesso modo, una persona a dieta da mesi dovrà periodizzare ciò che mangia.
In che modo possiamo periodizzare la dieta?
Si programmano nella dieta gli sgarri o le situazioni in cui il paziente potrà uscire dagli schemi.
Lo sgarro alimentare auto-gestito può causare, nella maggioranza dei casi, una vanificazione dell’impegno e della costanza settimanale. Per aumentare l’aderenza alla dieta, possiamo decidere di scrivere degli sgarri “controllati” in singoli pasti o in singole giornate, per permettere un maggior controllo delle calorie settimanali.
Periodizzare la dieta: quando è il momento di cambiarla?
Prima o poi il paziente cadrà nellla monotonia della dieta. Un tema che deve passare è che non possiamo tenere la stessa dieta per tutto l’anno. Ci sono persone che pensano con una consulenza di risolvere ciò che non hanno risolto in una vita intera, ma la dieta ha bisogno di modifiche e adeguamenti in base alla perdita di peso ottenuta. In altre parole, anche le calorie assunte hanno bisogno di essere rimodulate in base a cosa è avvenuto a livello della composizione corporea del paziente.
Quando capiamo che è il momento di cambiare la dieta?
Ecco alcuni segnali che ci faranno capire che è il momento di cambiare dieta:
- svogliatezza nel consumare gli alimenti inseriti;
- continuo desiderio di “sgarrare”;
- vivere la dieta come una privazione.
La dieta rappresenta un abito “su misura”, ma ricordo che non abbiamo a che fare con un libro di alimentazione: di fronte a noi abbiamo una persona che potrebbe avere abitudini ben precise, derivanti da una vita di piccole abitudini sbagliate. Qui abbiamo due possibilità: la prima è fregarcena e programmare la dieta come ci è stato insegnato (il risultato ve lo anticipo, cioè perderete il paziente e non vi chiamerà più). La seconda alternativa è inserire nelle abitudini del paziente alcuni alimenti e poche e semplici regole per cominciare a modificare i suoi stili di vita. In altre parole possiamo basarci sul suo diario e applicare la regola del 50-50: il 50% di ciò che consuma glielo manteniamo tale e quale e un 50% glielo modifichiamo. Questo può essere utile per le prime visite, dopo sarà fondamentale non stravolgere completamente le sue abitudini, ma guidarlo verso un nuovo percorso di educazione alimentare.
Sarà fondamentale a questo punto fissare dei recall periodici, per essere a conoscenza di come sta procedendo la dieta e quali sono le difficoltà del paziente. La comunicazione tra professionista e paziente gioca un ruolo chiave.
L’obiettivo di un nutrizionista è comprendere le esigenze individuali. Se non facciamo questo, tanto vale che il paziente scarichi un’app che gli inoltri una dieta automatica (come se ne trovano tante in giro).
Periodizzare la dieta per il mindset del paziente
In quanto nutrizionista sportivo, mi capitano atleti che seguono in maniera maniacale la dieta, salvo lasciarsi andare, in alcuni momenti, nello stesso modo con cui si lascerebbero andare coloro che sono affetti da disturbi del comportamento alimentare.
Mantenere un mindset esageratamente rigido potrebbe aumentare le probabilità di finire in episodi di binge eating (abbuffate).
Il controllo del mindset del paziente diventa semplice quando gli chiediamo di aggiornarci in maniera periodica. Se programmiamo gli sgarri alimentari, abbiamo delle probabilità più elevate di non vanificare il duro lavoro fatto in mesi.
Alle volte creare una ciclizzazione dei carboidrati o più semplicemente dei periodi di ricariche intense, ci permette di aumentare la longevità della dieta e la sua sostenibilità.
I momenti in cui sono più a rischio questi aspetti sono in tutte quelle diete che mirano all’estetica e ad una restrizione calorica elevata. Dobbiamo pensare che il corpo non può rimanere in diete esageratamente restrittive per lunghi periodi di tempo, per tutte quelle alterazioni ormonali che possono causare uno stallo nella perdita di peso (attività iodinasica della tiroide, così come alterazioni negli ormoni steroidei).
Perciò risulta fondamentale periodizzare la dieta in base a chi si è, a cosa si fa e all’obiettivo.

