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23 Novembre 2018La glicemia. Un parametro importante per tutti coloro che vogliono monitorare il loro stato di salute. Un’alterazione della glicemia può essere dovuta ad un’alterazione a carico della produzione di insulina, ad uno stress pancreatico oppure ad un problema di resistenza insulinica delle cellule.
In questa breve guida vediamo i valori, a cosa serve e come si misura.
Glicemia: che cos’è e come si monitora?
La glicemia è una misura dei valori di glucosio nel sangue. Il glucosio è il nutriente indispensabile per i processi cellulari e fonte energetica per tutto il corpo, soprattutto il nostro cervello.

Come si monitora e valori di riferimento
Le concentrazioni di glucosio nel sangue devono essere monitorati periodicamente, in tutti i soggetti. Valori di 60-110 mg di glucosio per decilitro (dl) di sangue, a digiuno, sono nella norma.
Valori superiori ai 110 mg/dl, ma entro i 126 mg/dl, sono una spia di allarme. Al contrario valori superiori ai 126 mg/dl vogliono significare che il soggetto ha superato i valori di rischio ed è entrato già in quello che si chiama diabete.
| Valori di glicemia | Risultati |
|---|---|
| 60-110 mg/dl | Nella norma |
| 110-126 mg/dl | Valori di rischio |
| Maggiori di 126 mg/dl | Diabete |

Come posso monitorare la glicemia?
Attraverso una semplice analisi del sangue è possibile monitorare i livelli di glucosio nel sangue. Oggi molte farmacie offrono questo servizio.
Sarà fondamentale recarsi nel luogo del prelievo rigorosamente a digiuno. Monitorare periodicamente i valori di glicemia permette di mettersi al riparo e adottare le strategie preventive presenti per ridurre il rischio di diabete.

Che cos’è il diabete e quanti ne esistono?
Alterazioni della glicemia mettono in pericolo la salute dell’intero organismo. Si può incorrere infatti in quello che viene definito diabete mellito.
Ad oggi circa 25 milioni di persone nel mondo ne soffrono. Questo è un allarme vero e proprio. Nella maggior parte dei casi di diabete, le persone sono colpite dal diabete di tipo 2, chiamato anche insulino-resistente. Questo diabete è legato agli stili di vita: sedentarietà e dieta errata possono accelerare il processo che porta a questa condizione.
Per questo risulta fondamentale monitorarsi e soprattutto svolgere settimanalmente almeno 3 ore di attività fisica ben strutturata e programmata.

Esistono 4 principali forme di diabete, da tenere presente:
- Tipo 1: diabete insulino-dipendente. Viene chiamato diabete giovanile, poiché è più probabile che si verifichi in tenere fasce di età. Il nostro sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che sono deputate alla produzione di insulina.
- Tipo 2: diabete insulino-indipendente. Questa forma di diabete è legata ai nostri stili di vita. Sedentarietà e alimentazione errata possono contribuire al suo sviluppo. Oramai è evidente che persone obese sono più predisposte, insieme a quelle sedentarie, a sviluppare questa forma di diabete.
- Gestazionale: diagnosticato durante la gravidanza. Al termine della stessa tende a rientrare e a scomparire, ma bisognerà monitorarsi nel tempo per una maggior probabilità di sviluppare un diabete di tipo 2 negli anni successivi.
- Farmacologico: causato dall’assunzione di alcuni farmaci specifici o da alcune operazioni chirurgiche.

Cosa fare in caso di valori del sangue alterati, ma non ancora a rischio?
Rivolgetevi tempestivamente al proprio medico curante e pensate di intraprendere una vita più attiva e con un’alimentazione maggiormente bilanciata?
Ricordate: la salute prima di tutto.

