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23 Gennaio 2020Non è così raro trovare persone sportive ossessionate da determinate categorie di alimenti. Si va dalle gallette di riso al petto di pollo e dal riso basmati alla bresaola.
“Devi mangiare pulito se vuoi migliorare l’estetica”. Ancora oggi, nonostante faccia il lavoro di nutrizionista, queste frasi mi lasciano perplesso. Eppure nei centri sportivi non è cosa rara sentire frasi di questo tipo, sia dai personal trainer sia dai clienti più appassionati.
“Mi raccomando, niente sugo sulla pasta, solo un po’ di olio e zero sale”.
Entrare in un centro sportivo ti fa prendere dimestichezza con quante convinzioni abbiano le persone. Nemmeno loro sanno bene quale sarebbe la scientificità dietro alcune affermazioni, perché si tratta di passaparola e convinzioni radicate in alcuni ambienti e che si auto-alimentano tra persone simili.
Mangiare scondito e consumare quantità abnormi di petto di pollo, riso basmati, zero sale e via discorrendo ha davvero senso?
A dire il vero, no. Sono tutte convinzioni applicabili a chi non interessa la sapidità degli alimenti, perché è più importante avere una shape di un certo tipo.
Gli alimenti fit: sono davvero migliori?
Alla prima domanda, cioè esistono gli alimenti fit, la risposta è si, ma con alcune cose da mettere in chiaro. Chi si allena molto può permettersi di consumare alimenti ad altissimo indice e carico glicemico, come le gallette di riso. Persone che devono dimagrire e perdere peso, non sono un alimento fit e sono fortemente sconsigliate. Perciò una persona che si allena regolarmente può pensare saltuariamente di utilizzarle, più per la praticità di consumo e trasporto rispetto alla salubrità e al gusto. Con questo abbiamo capito anche un’altra cosa: le gallette di riso non sono un alimento fit.
Inoltre gli alimenti etichettati quali fit non sono migliori rispetto ad altri prodotti tradizionali, se andassimo ad analizzare i valori nutrizionali. In alcuni ambienti persiste il falso mito che la bresaola sia un alimento ampiamente consigliato, quando la bresaola e con lei tutti gli insaccati, vanno limitati a una volta a settimana.
Anche il riso basmati che si vede consumare non è la scelta migliore che si può intraprendere. Meglio declinare verso un riso basmati integrale o della vera pasta integrale, senza per questo rinunciare ad un condimento che possa rendere il piatto gustoso e piacevole da consumare.
Il mangiare in bianco, come idea che possa essere maggiormente salutare, è una convinzione presa dalla religione, dove il bianco è simbolo di purificazione e questo è ancora oggi un’idea radicata quando per esempio stiamo male. Cosa ci è stato insegnato di mangiare quando abbiamo lo stomaco in subbuglio? La classica pasta in bianco.
La dieta non può essere insipida e gestibile solo per chi ha una mentalità da soldato, ma deve essere attuabile per le persone comuni in cerca di un po’ di regolarità e miglior distribuzione dei pasti durante la propria settimana.
Tempo fa parlammo di aderenza e sostenibilità della dieta. Si tratta di equilibrio, di consumare alimenti che abbiano gusto, anche utilizzando delle spezie che mimino l’effetto del sale, evitando di cadere vittime di monotonie alimentari che non saranno altro che la vostra prossima scusante per abbandonare un percorso dietetico.




