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21 Ottobre 2018Dieta componibile. Non è una di quelle diete restrittive né di stampo necessariamente iperproteico. Di fatto consiste nell’educare il soggetto a mangiare secondo un’idea di moderazione e buon senso.
Questo approccio permette di capire quanto il soggetto è solito mangiare durante la propria settimana. Molti pazienti affermano di non mangiare molto, ma a conti fatti la realtà è un’altra. Le piccole e grandi concessioni sono i freni che impediscono la realizzazione dei risultati. Il fatto di prendere consapevolezza risulta uno strumento fondamentale.
Dieta componibile: come funziona?
La dieta componibile è una dieta che il soggetto può comporre come meglio crede, seguendo però alcuni limiti e alcune indicazioni che possono tornare utili per evidenziare la moderazione a tavola e aumentare il grado di consapevolezza di cosa si mangia.
Per molti l’alimentazione è un terreno di sfogo dalle proprie ansie, per altri è un modo per appagarsi attraverso il piacere per il cibo.
Senza togliere il piacere nello “stare a tavola”, la dieta componibile permette di adeguarsi a diverse esigenze: persone che sono solite mangiare fuori, persone che intraprendono una dieta monotona e imprenditori che preferiscono avere delle linee guida precise, ma con la libertà di poter gestire il “cosa mangiare”.
Ecco come funziona una dieta di stampo componibile!
Si programmano diverse righe con diverse caselle, all’interno delle quali si inseriscono diversi alimenti grammati o porzionati “a occhio”.
La persona potrà scegliere qualsiasi casella sulla riga, ma una sola casella!
Si procederà con il medesimo sistema fino al termine delle righe di quel pasto e si potrà così comporre il proprio pasto in base alle proprie “voglie personali”.
I vantaggi della dieta componibile
Questa dieta offre principalmente tre vantaggi innegabili:
- maggior variabilità alimentare;
- aumento della percezione di “non sentirsi a dieta”;
- gratificazione a tavola.
Il paziente potrà dare periodicamente al proprio paziente un feedback sul proprio peso corporeo o le proprie percezioni di salute e benessere.
Questa tipologia di dieta è la migliore possibile per i cosiddetti “indisciplinati cronici”, cioè coloro che partono con buoni propositi e svaniscono dopo 15-20 giorni di regime restrittivo.
Sicuramente la soluzione della dieta componibile rappresenta il miglior modo per avere risultati più dilatati nel tempo, ma maggiormente duraturi per innescare nella persona un’educazione alimentare che potrà portarsi con sé per tutta la vita.
L’altro vantaggio innegabile per il paziente è il risparmio! Meno visite di controllo, con possibilità di eseguire un check online e meno costi da sostenere con le visite in studio.
Molti vantaggi e qualche piccolo svantaggio
La dieta componibile ha sicuramente più vantaggi che svantaggi. Ha però un contro fondamentale. Si richiede pazienza e costanza. Dall’altra parte è pur vero che il professionista potrà gestirsi con diete componibile ipocaloriche, normocaloriche o ipercaloriche a seconda dell’obiettivo del paziente (se estetico, salutistico o prestativo).
Bilanciare i macronutrienti tra di loro sarà compito del nutrizionista, dietologo o dietista a seconda di chi sia coinvolto.
La semplice regola da seguire fondamentale è avere un introito di alimenti vegetali più elevati rispetto all’assunzione di prodotti animali e di prediligere il pesce alla carne e una buona rotazionalità di cereali e legumi, per fornire tutti macro e micronutrienti indispensabile per la salute.
Ci sono alimenti sconsigliati nella dieta componibile?
Assolutamente no, a meno che non sia il paziente ad avere allergie specifiche o intolleranze provate! Nel caso in cui il soggetto manifestasse richieste particolari, sarà premura del professionista programmare una dieta componibile diversa a seconda delle esigenze.
Insomma, una dieta perfetta sotto molti punti di vista, dove il nodo centrare è la rotazionalità degli alimenti con predilezione per la scelta di alimenti stagionali e di provenienza nazionale. Una sorta di riscoperta della buona tavola, senza fossilizzarsi con i pochi alimenti che siamo soliti consumare durante la nostra vita.
Dieta componibile: una nuova frontiera per l’epoca odierna?
Forse. Ritmi frenetici e poco tempo a disposizione ci predispone a optare per alternative veloci e semplici da preparare. Abbiamo meno tempo da dedicare a noi stessi e cucinare sta diventando un lusso per pochi che hanno la possibilità di permettersi un’ora di tempo da passare in cucina, tra preparare i piatti e consumarli.
La dieta componibile rappresenta un’alternativa che può tornare particolarmente utile proprio in questi casi. Pochi minuti e qualche semplice trucco per non togliersi il piacere della tavola senza passare ore in cucina.
Non ci saranno calcoli elaborati da fare per programmare blocchi come nel caso della dieta a zona e ci sarà la possibilità di preparare il tutto in 10-15 minuti al massimo.
Questo si traduce in risparmio di tempo e fatica, specialmente nel caso di giornate frenetiche.
Una soluzione da provare per rimettersi in forma e riprendere così il controllo per la mancanza di tempo.
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