
Costi energetici di diverse attività giornaliere
22 Novembre 2021
Uno studio scientifico ha dimostrato che…
20 Dicembre 2021Nel mondo dell’alimentazione si cerca di ridurre ai minimi termini tematiche complesse: dalla battaglia contro i prodotti ricchi di grassi a quella contro gli alimenti ricchi di carboidrati. Ogni decade ha avuto il suo “alimento” da mandare alla gogna, salvo poi fare marcia indietro perché il problema di salute che ne consegue è legato alla frequenza di consumo di un alimento e in come è impostata una dieta nella sua complessità. Una dieta che analizza il consumo di singoli alimenti rischia di perdere di vista il quadro globale e di generare conclusioni affrettate basate su una deduzione sbagliata e non dimostrata scientificamente.
Risulta fondamentale analizzare la somma di cosa facciamo. Eliminare intere categorie alimentari, salvo casi circoscritti, non è quasi mai una buona idea.
Lo stesso destino di demonizzazione ce l’hanno avuto i prodotti lattiero caseari, accusati di essere la causa di alcuni problemi di salute sulla base anche di libri che vendono milioni di copie e citano ricerche ben poco utili sul profilo della salute pubblica e nell’ottica di informare i cittadini nell’avere una buona educazione alimentare. La strategia adottata da questi libri è sempre la medesima e si articola solitamente in tre passaggi:
- spiegare quale sarebbe la presunta causa dei nostri mali moderni;
- richiamare l’idea di una dieta perduta maggiormente “naturale” e che solo i nostri avi avevano capito;
- spiegare il metodo “miracoloso” che promette risultati strepitosi e con la citazione di alcune statistiche decontestualizzate e (spesso) pure sbagliate.
A questi tre passaggi si sommano i molteplici capitoli che indirizzano il lettore nel credere che alcune azioni abbiano un nesso causale con l’insorgenza di alcune patologie specifiche, spesso dall’insorgenza multifattoriale e non di così semplice spiegazione.
Prodotti lattiero caseari e rischio di mortalità

Latte e derivati sono davvero la causa di molti mali così come vengono raccontati da alcuni libri allarmisti? NO.
Il consumo di latte e derivati aumenta la mortalità? NO.
Come mi capita di dire in diversi editoriali di questo blog, non è il solo consumo a produrre danni, ma l’eccesso. Una differenza sostanziale che è difficile da far capire a chi sposa metodi diversi ogni anno, nel tentativo di porre rimedio ai suoi malesseri, piuttosto che ricorrere a ciò che abbiamo già: le linee guida per una sana alimentazione che si appoggiano a studi impattati e non a speculazioni di singoli autori che vendono un loro metodo.
Vuoi leggere le linee guida per una sana alimentazione? I riferimenti sul sito Crea.
Lo studio PURE
Nell’ambito della ricerca ci sono alcuni studi interessanti. Non necessariamente ci danno nessi di causalità, ma popolazioni osservate per lunghi periodi di tempo e monitorate le abitudini di consumo di certi alimenti possono fornire informazioni interessanti.
Gli studi prospettici fanno proprio questo, cioé osservano una certa popolazione o un gruppo di persone per valutare cosa succede dopo un certo numero di anni. È facile intuire come questo genere di studi siano complessi da gestire ed è per questo che non se ne trovano molti. I ricercatori hanno bisogno di molti anni per avere risultati e spesso è costoso mantenere in piedi lo studio, per non parlare del campione statistico di soggetti necessario.
Di cosa parla lo studio PURE?
Lo studio PURE, The Prospective Urban Rural Epidemiology, è uno studio prospettico di coorte che ha analizzato 136.384 individui di età compresa tra i 35 e i 70 anni da 21 paesi in 5 continenti. Lo scopo dello studio era analizzare la mortalità della popolazione monitorando le abitudini alimentari e comparando la frequenza di consumo di prodotti lattiero-caseari. Lo studio è stato condotto dal primo gennaio 2003 al 14 luglio 2018 e pubblicato sul The Lancet.
Già precedentemente, una meta-analisi del 2012 ha messo in luce come l’assunzione di latte suggerisca una minor incidenza di sviluppare ipertensione arteriosa (Soedamah-Muthu et al. 2012).
Lo studio PURE ha permesso di osservare come il consumo di prodotti lattiero-caseari, anche quelli con un buon quantitativo di acidi grassi saturi, è associato ad un minor rischio cardiovascolare con una riduzione della mortalità.
La problematica di questo studio risiede nelle conclusioni affrettate a cui si può giungere nel caso in cui si interpretassero i risultati incentivando il consumo di acidi grassi saturi nella dieta, perché l’alimentazione è da analizzare nella sua globalità. In altri termini è possibile consumare prodotti lattiero caseari nell’ottica di una dieta bilanciata e varia.
REFERENCES:
- Dehghan M et al. (2018). Association of dairy intake with cardiovascular disease and mortality in 21 countries from five continents (PURE): a prospective cohort study, The Lancet; 392(10161):2288-2297.
- Soedamah-Muthu SS et al. (2012). Dairy consumption and incidence of hypertension: a dose-response meta-analysis of prospective cohort studies. Hypertension; 60: 1131–37.
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Photo by Sara Cervera on Unsplash (foto di copertina)
Photo by The Humble Co. on Unsplash (foto nell’articolo)




