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19 Agosto 2018Oggi torno sul tema degli integratori alimentari per analizzare una moda diffusa: utilizzare l’integratore per prevenire.
Sempre più persone ricorrono agli integratori alimentari non per reale necessità quanto piuttosto per la convinzione che gli integratori siano muniti di proprietà nutrizionali superiori a quelle riscontrabili negli alimenti.
Che cos’è l’effetto airbag?
Molti pazienti dichiarano di utilizzare gli integratori per bilanciare una dieta. Altri riferiscono l’importanza dell’integratore nell’evitare di assumere sostanze dannose.
Sono sempre scettico quando mi viene riferito di preferire l’integratore agli alimenti. Ma oggi esiste un termine che identifica questo approccio. Si chiama effetto airbag.
In parte potrebbe essere ricondotto ad un problema psicologico, dettato dalla convinzione che l’integratore possa fornire una barriera preventiva più di quanto non lo faccia un’alimentazione correttamente programmata e bilanciata.
Nello sport è un problema con cui ci si confronta quotidianamente.
Gli stessi personal trainer consigliano integratori alimentari a ragazzini e persone che fino al giorno prima erano comodamente seduti in poltrona. Al di fuori dell’insensatezza nel consigliare un’integrazione alimentare senza cognizione di causa, spesso ci si difende affermando che per come sono fatti gli alimenti, l’integratore possiede una qualità superiore (assenza di colesterolo, arricchimento di omega-3 e altre frasi simili).
Non so quale pseudo-guru affermi questo, ma non c’è affermazione più falsa. L’integratore non sostituisce un’alimentazione correttamente bilanciata, ma semmai può aiutare in caso di necessità.
La dieta ha la priorità assoluta Al contrario l’integratore alimentare è qualcosa in più: utile in molti casi, ma spesso inutile. L’educazione alimentare prevede che si insegni al cliente ad utilizzare ciò che la natura è in grado di fornire.
La teoria ortoressica sugli integratori alimentari
Alcuni promotori e venditori di note marche di integratori affermano che tutti gli alimenti sono inquinati. Pertanto oggi l’integratore alimentare ha iniziato a ricoprire un’importanza superiore rispetto all’alimentazione.
Devo deludere chi crede o ha creduto a queste affermazioni, perché molti integratori sono prodotti a partire dagli alimenti e non vengono generati magicamente. Quindi domanda: se il motivo è questo perché mai dovrei comprare un prodotto super-costoso rispetto agli alimenti tradizionali?
Ma c’è chi è pronto ad affermare che nell’integratore viene eliminata la possibilità di trovare colesterolo e altre sostanze dannose (a detta loro!). A questo genere di discorsi inviterei semplicemente a rifarsi ad un buon libro di dietetica. Si scoprirebbe che il colesterolo contenuto negli alimenti, entro certe quote, è benefico per la salute ed è uno stimolatore ormonale, così come anche gli acidi grassi saturi hanno un loro ruolo benefico nel corpo umano. Come sempre, è l’eccesso a provocare il danno. Se l’alimentazione è programmata correttamente non vedo perché scegliere l’integratore ad un buon piatto.
Integrare si, sostituire no
Quando mi viene chiesto di sostituire un pasto solido con un integratore cerco sempre di chiedere se non ci sia la possibilità di portarsi dietro qualcosa di cucinato. La priorità è trovare del tempo per mangiare in maniera strutturata e bilanciata. In caso contrario, si può declinare su un integratore.
Caso diverso sono gli sportivi agonisti. L’eccessivo allenamento e il poco tempo per recuperare pone alcuni problemi come il rischio di andare in deficit nutrizionale e calorico. In questo caso non si parla di effetto airbag, ma di reale necessità. Ma anche in questo caso sarà fondamentale proporre pasti correttamente strutturati appena possibile.
Esistono quattro categorie di persone in cui sarò importante valutare una supplementazione, insieme agli sportivi agonisti:
- donne in gravidanza;
- persone con carenze alimentari e vitaminiche provate;
- soggetti vegani;
- persone con patologie specifiche (es. anoressia nervosa).
Priorità agli alimenti, sempre
Penso di non essere ancora pronto a vedere un mondo dove la gente si nutre con gli shaker riempiti di polveri. Eppure in alcune aziende questa filosofia di vita ha preso piede già da diversi anni. In questo caso è necessario agire su una corretta educazione alimentare per far capire come sia importante l’integratore alimentare in determinati casi, ma altrettanto inutile e superfluo in altri.
L’effetto airbag degli integratori alimentari viene promosso da molti, anche addetti del settore della salute. Questa promozione potrebbe portare ad un’incentivazione dei disturbi del comportamento alimentare, come la fobìa per il cibo solido rispetto alla bevanda energetica.
Non si tratta di demonizzare l’integrazione, ma di utilizzarla dove ce ne sia un reale bisogno.
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