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28 Ottobre 2019La cirrosi epatica è una patologia che vede un graduale e progressivo malfunzionamento del fegato. Il termine “cirrosi” è un termine generico che a livello fisiopatologico è impiegato per raggruppare una serie di patologie che causano un’alterazione della normale architettura del nostro fegato.
Principali complicazioni della cirrosi epatica
L’alterazione delle normali funzionalità epatiche può portare ad una serie di complicazioni più o meno serie. Tra queste troviamo l’ascite, le varici esofagee, iponatriemia diluizionale, l’encefalopatia epatica e malnutrizione.
Ascite
Circa il 50-60% dei casi di cirrosi sviluppano l’ascite. L’ascite è causata da un aumento di liquido endoperitoneale, dovuto all’aumento della pressione portale e ad una ritenzione idro-sodica. In questo caso, anche i reni non riescono ad eliminare efficacemente l’acqua assunta con l’alimentazione e il sodio.
Ci possono essere due principali forme di ascite:
- ascite non tesa o lieve-moderata: in cui si riduce l’apporto di sale e si modulano i liquidi non superando il litro e mezzo al giorno di acqua. In alcuni casi, specie in mancanza di perdita di peso, si ricorre al trattamento farmacologico.
- ascite tesa: può provocare compressione della vena cava inferiore e disturbi respiratori seri. In questo caso la terapia dietetica diventa secondaria.
Varici esofagee
Presenti nel 60% dei pazienti con cirrosi non compensata e nel 30% di cirrosi compensata. In questi casi si raccomanda di masticare con attenzione e cura, onde evitare rottura delle varici esofagee e aumentare il rischio di encefalopatia.
Iponatriemia diluizionale
L’iponatriemia diluizionale porta ad un eccessivo accumulo di acqua e pertanto la terapia consiste in una riduzione dell’apporto idrico giornaliero, circa 500 ml al giorno.
Encefalopatia epatica
L’encefalopatia epatica è una di quelle complicazioni della cirrosi causate da metaboliti che si accumulano nel sangue e alterano il sistema nervoso centrale.
Nell’encefalopatia ricorrente e persistente si limita l’apporto proteico giornaliero, ma questo dipende da caso a caso, privilegiando fonti proteiche quali latticini e legumi.
DISCLAIMER: le informazioni contenute in questo articolo sono puramente informative e non vogliono in alcun modo sostituirsi a parere medico. Si consiglia, prima di seguire consigli e raccomandazioni, di avvalersi di una visita specialistica del settore.
REFERENCES:
- Zangara A, Zangara A, Koprivec D (2014). Dietologia, Piccin Editore, Padova; p. 321-323.

