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7 Febbraio 2026Il pattinaggio artistico a rotelle è uno di quegli sport che ingannano chi guarda da fuori: la musica, l’eleganza, il costume e la pulizia del gesto fanno sembrare tutto leggero. Ma chi lo pratica sa bene quanto lavoro ci sia dietro una trottola stabile, un salto con atterraggio morbido o una sequenza di passi eseguita perfettamente.
Nel pattinaggio femminile questa complessità si amplifica per un motivo in più: la performance non consiste solo nel “fare gli elementi”, ma nel realizzarli con il massimo dell’eleganza e della presenza scenica.
Serve tanta energia non soltanto per spingere, saltare e tenere una posizione, ma anche per gestire il ritmo, l’interpretazione e lo stress della gara, mantenendo la precisione quando la fatica inizia a farsi sentire.
Tutto in un contesto in cui spesso, purtroppo, si parla di corpo e peso più del necessario, rischiando di sconfinare da una positiva sensazione di leggerezza in pista alla sottoalimentazione e alla malnutrizione.
Qui entra in gioco un concetto chiave: la dieta della pattinatrice non dovrebbe essere una lista di divieti e di rinunce, ma una strategia per supportare le prestazioni e la salute, con speciale attenzione per le giovani atlete in fase di crescita.
L’obiettivo di una buona dieta non è quello di aderire a qualche discutibile ideale di magrezza, ma quello di diventare più forti, più stabili, più resistenti e più pronte, in allenamento e in gara.
Richieste fisiche e allenamenti nel pattinaggio artistico a rotelle
Dal punto di vista fisiologico, il pattinaggio artistico a rotelle è un mix particolare: unisce momenti esplosivi a fasi di controllo e continuità, con richieste molto diverse tra loro dentro la stessa seduta e dentro lo stesso programma di gara.
Il pattinaggio artistico sollecita il CORPO di una pattinatrice in molti modi:
- potenza e reattività: partenze, accelerazioni, stacchi dei salti, cambi di direzione rapidi sollecitano i muscoli e il sistema nervoso;
- forza e stabilità: atterraggi, tenuta delle linee, posizioni in equilibrio, controllo del core, stabilità di anche e caviglie. La forza “utile” è quella che rende l’esecuzione pulita e riduce le dispersioni;
- resistenza specifica: un programma non è una corsa lunga, ma richiede di mantenere qualità tecnica e precisione anche quando si accumula fatica;
- mobilità e controllo: flessibilità senza instabilità. Nel pattinaggio serve ampiezza di movimento, ma soprattutto capacità di controllarla;
- concentrazione sotto fatica: la componente mentale è fisica più di quanto sembri. Quando l’energia cala, aumentano gli errori tecnici e si perde lucidità.
Gli ALLENAMENTI, di conseguenza, sono spesso multi-componente:
- sedute tecniche in pista: ripetizioni di elementi, combinazioni, sequenze e trottola/salti con alto impegno neuromuscolare;
- coreografia e prove programma: lavoro intenso che allena la resistenza fisica e aerobica;
- preparazione atletica: forza, pliometria, stabilità, lavoro preventivo, condizionamento. Nelle pattinatrici agoniste è una componente primaria;
- sedute multiple nella settimana: dove la capacità di recuperare diventa decisiva.
Una pattinatrice deve quindi conciliare le richieste di una disciplina sportiva esigente, con lo studio, il lavoro e la vita sociale, con tutte le complicazioni psicologiche che spesso comporta.
Per tutto ciò, la nutrizione nel pattinaggio artistico non è un aspetto di secondaria importanza e, soprattutto a livelli agonistici, non può essere lasciata a una gestione “per sensazioni personali”, specialmente quando sono coinvolte bambine e giovani atlete.

Il ruolo dell’alimentazione nel pattinaggio artistico a rotelle
Se il pattinaggio richiede potenza, controllo e continuità, l’alimentazione è ciò che permette alla pattinatrice di tenere insieme queste dimensioni.
Non parliamo solo di “mangiare sano” in senso generico, parliamo di nutrizione funzionale alla performance.
Nello sport, e ancor più in discipline come il pattinaggio artistico, la differenza non la fa il singolo allenamento, ma la capacità di sostenere lunghi periodi di lavoro tecnico-atletico con costanza e senza cali improvvisi.
Quando l’energia è insufficiente o mal distribuita nella giornata i segnali non tardano ad arrivare:
- allenamenti insoddisfacenti, gambe vuote, difficoltà a spingere;
- più errori tecnici verso fine seduta (salti che non riescono, trottole meno centrate);
- recupero lento, dolori persistenti, maggiore rischio di infortuni;
- sonno peggiore, irritabilità, cali di concentrazione;
- fame intensa la sera o rapporto altalenante con il cibo.
Per una pattinatrice, la dieta non deve diventare una questione estetica, ma uno strumento per sostenere le prestazioni e il benessere di lungo termine, essenziale per affermarsi nel circuito ufficiale della FISR (Federazione Italiana Sport Rotellistici).
La DIETA di una pattinatrice ha principalmente 4 funzioni:
- apportare le giuste calorie per sostenere gli allenamenti, le gare e il resto delle attività quotidiane;
- fornire materiali di costruzione per muscoli, tendini e ossa (proteine e micronutrienti);
- gestire il recupero e l’adattamento tra una seduta e l’altra;
- mantenere la lucidità e la stabilità emotiva, fondamentali in sport dove l’errore si vede e pesa.
In altre parole, un piano alimentare ben costruito favorisce la continuità in allenamento, la regolarità nelle prestazioni e la stabilità emotiva, che sono fondamentali per raggiungere buoni risultati.
Non bisogna sottovalutare, infatti, che la serenità psicologica della pattinatrice dipende anche dalla sua condotta nutrizionale: la mancanza di energia e gli errori tecnici si riverberano immediatamente sulla sicurezza di sè e sull’entusiasmo.
Errori alimentari comuni commessi dalle pattinatrici
Come nutrizionista sportivo ho visto abbastanza frequentemente le pattinatrici (o i loro genitori) sbagliare i fondamentali di una corretta alimentazione.
Di seguito un breve GUIDA per evitare gli errori più comuni e i rischi che ne derivano.
1.
Errore: mangiare troppo poco per paura di appesantirsi o ingrassare.
Consiglio: assicurati energia adeguata: 3 pasti completi + 1–2 spuntini nei giorni di allenamento, aumentando soprattutto i carboidrati nei giorni più intensi.
2.
Errore: saltare colazione o spuntini e arrivare in pista scarichi.
Consiglio: inserisci uno spuntino pre-allenamento digeribile e collaudato (es. frutta e yogurt, pane e marmellata, latte e cereali, banana e biscotti semplici, in base alla tolleranza).
3.
Errore: pranzo troppo leggero (solo insalata, yogurt o qualcosa al volo) e calo di concentrazione nel pomeriggio o di sera.
Consiglio: rendilo un pasto vero: carboidrati + proteine + verdura + un filo di grassi buoni (es. pasta/riso + tonno/uova/legumi + verdure + olio).

4.
Errore: concentrare quasi tutto a cena perché di giorno non si ha tempo o fame.
Consiglio: sposta parte delle calorie prima e intorno all’allenamento: anche piccoli step (una colazione più completa o uno spuntino in più) migliorano la prestazione e riducono la fame nervosa serale.
5.
Errore: proteine gestite a caso (tante in un pasto, assenti negli altri).
Consiglio: distribuiscile nella giornata (colazione/pranzo/cena): piccole quote costanti aiutano recupero, forza e prevenzione infortuni.
6.
Errore: sottovalutare l’idratazione (bere poco o solo quando si ha sete).
Consiglio: parti idratata e bevi a piccoli sorsi durante il giorno; in sedute lunghe o molto sudate valuta acqua e sali (soprattutto d’estate o in palazzetti caldi).
7.
Errore: tagliare troppo i carboidrati nei giorni di ansia o gara.
Consiglio: mantieni i carboidrati sicuri e facilmente digeribili, servono per non avere cali improvvisi e non perdere la lucidità. Meglio ridurre fibre e grassi prima della performance, non il carburante.
8.
Errore: strategie dell’ultimo minuto (cibi nuovi, digiuni, integratori improvvisati).
Consiglio: evita di sperimentare nei giorni di gara, testa solo in allenamento con colazioni e spuntini. L’eventuale uso di integratori meglio concordarlo con il nutrizionista o il dietologo.
Il ruolo del nutrizionista sportivo nel pattinaggio artistico
Nel pattinaggio artistico a rotelle l’importanza della nutrizione investe la pattinatrice a 360°: incidendo sulla salute e sulle prestazioni, ma influenzando anche aspetti psicologici come l’immagine corporea e l’autostima.
È un tema tecnico e, allo stesso tempo, profondamente umano. Perció la personalizzazione della dieta non è un lusso, ma necessaria: si parte dalla persona reale (età, allenamenti, calendario, scuola, ritmi di sonno, digestione, storia clinica e vissuto emotivo) per operare scelte alimentari coerenti e su misura.

Con le pattinatrici più giovani la responsabilità è ancora maggiore, perchè, in una fase di crescita e cambiamento, messaggi sbagliati o restrizioni improvvisate possono aprire la porta a fragilità che vanno ben oltre la pista di pattinaggio.
Costumi, accessori e pattini a rotelle sono dettagli minori rispetto alla qualità dell’alimentazione e al clima emotivo che la circonda. Quando si sottovalutano i campanelli d’allarme (come il controllo eccessivo, il senso di colpa, la paura di alcuni cibi, oscillazioni marcate dell’appetito), il rischio è che un piccolo disagio iniziale si trasformi in un disturbo alimentare serio.
Anche la sopravvalutazione dell’aspetto estetico può alimentare insicurezze e distorsioni nella percezione di sé.
Il NUTRIZIONISTA SPORTIVO non si occupa solo di stilare una dieta equilibrata, ha anche il compito educativo di favorire un approccio sano verso il cibo e lo sport.
Attraverso l’incontro conoscitivo della prima visita nutrizionale, e grazie ai feedback che emergono nel percorso, è possibile intercettare precocemente segnali di rischio e riportare l’attenzione dove conta, evitando che il cibo diventi un campo di battaglia.
L’obiettivo è semplice e ambizioso insieme: favorire le prestazioni, aiutando la pattinatrice a crescere forte e sana.
Per iniziare un percorso insieme, compila il modulo qui sotto.

