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24 Settembre 2025Il ciclismo è uno degli sport più amati e praticati in Italia, fin dalle origni compagno di chi ama la libertà, la natura e le sfide personali.
È una disciplina estremamente versatile: può essere un’attività rilassante da praticare in compagnia la domenica mattina, o uno sport ad alta intensità in cui ogni pedalata è un test di resistenza e determinazione.
A seconda della disciplina (strada, mountain bike, pista, ciclocross) – soprattutto quando si entra in un contesto competitivo strutturato, come quello che fa capo alla FCI (Federazione Ciclistica Italiana) – il ciclismo può richiedere sforzi prolungati di ore, esplosioni di potenza in pochi secondi o una combinazione di entrambi.
Per questo, se praticato con obiettivi agonistici o anche semplicemente con spirito di miglioramento personale, diventa uno sport molto impegnativo sia dal punto di vista fisico che mentale.
Il fascino del ciclismo sta anche nella sua imprevedibilità: una giornata di allenamento può includere salite che mettono alla prova cuore e polmoni, discese tecniche che richiedono lucidità e riflessi, e lunghi tratti pianeggianti in cui imparare a gestire le energie.
In questo scenario, l’alimentazione gioca un ruolo centrale, essendo il carburante che alimenta ogni sforzo, in bici e nella quotidianità di tutti i giorni.
Il nutrizionista sportivo si incarica di guidare ogni ciclista, dal principiante all’agonista, nella costruzione di un piano alimentare personalizzato, capace di valorizzare al massimo il potenziale fisico e mentale.
Le principali discipline del ciclismo e le richieste fisiche
In primo luogo, il nutrizionista deve tenere in conto che il ciclismo non è un’attività unica, ma include molte discipline, ascrivibili a 4 macro-categorie che comportano sollecitazioni differenti:
- Ciclismo di strada, contraddistinto da sforzi prolungati, dislivelli importanti, alternanza tra fasi di bassa e alta intensità. Richiede un’ottima resistenza aerobica e un’efficiente gestione delle riserve energetiche;
- Mountain Bike (MTB), si corre su terreni irregolari, salite ripide e discese tecniche. L’impegno è sia aerobico che anaerobico, con picchi di potenza elevati;
- Ciclocross, prevede gare brevi ma intense, con sforzi esplosivi, frequenti cambi di ritmo e lavoro muscolare globale;
- Ciclismo su pista, implica velocità, potenza e strategia. La richiesta energetica è spesso anaerobica, con grande impatto sulla forza esplosiva.
Ogni DISCIPLINA richiede un approccio nutrizionale mirato, poiché la distribuzione dei macronutrienti, la gestione dell’idratazione e la strategia di integrazione cambiano a seconda del tipo di sforzo.
Gli obiettivi di una dieta per ciclisti
Quando il ciclista si rivolge al nutrizionista sportivo ha quasi sempre alle spalle una lunga storia di esperienze e tentativi “fai-da-te” di gestione alimentare e autoregolazione nell’assunzione di integratori.
Quasi sempre, però, l’autogestione non porta a risultati soddisfacenti e il ciclista si trova ad affrontare vari impedimenti:
- cali improvvisi di energia durante le corse;
- sensazione di pesantezza e problemi gastrointestinali;
- difficoltà a gestire il peso durante la stagione;
- perdita eccessiva di massa muscolare;
- sbalzi di energia e difficoltà di concentrazione.

Il nutrizionista può intervenire per correggere questi disequilibri con una dieta più bilanciata, ma anche per aiutare il ciclista a raggiungere obiettivi specifici:
- ottimizzare la disponibilità energetica prima, durante e dopo l’allenamento o la gara;
- favorire il recupero muscolare e il ripristino delle scorte di glicogeno dopo gare e allenamenti;
- raggiungere e mantenere un peso corporeo adeguato;
- promuovere una ricomposizione corporea funzionale alla prestazione;
- prevenire la disidratazione e i cali di energia;
- sostenere il benessere e la salute generale per trovare costanza durante la stagione.
Cibi da includere nella dieta
Carboidrati complessi (riso, pasta integrale, avena, patate, pane di qualità) per fornire energia di lunga durata.
Proteine magre (pesce, pollame, uova, legumi, latticini magri) per il recupero muscolare.
Grassi “buoni” (olio extravergine d’oliva, frutta secca, semi, avocado) per sostenere le funzioni metaboliche e ormonali.
Frutta e verdura per vitamine, minerali e antiossidanti.
Acqua e bevande per mantenere l’idratazione.
Cibi da limitare o evitare
Alimenti ultraprocessati ricchi di zuccheri e grassi trans.
Bevande zuccherate o alcoliche in eccesso.
Snack ad alto contenuto di sodio e poveri di nutrienti.
Cibi troppo ricchi di fibre immediatamente prima di una gara (possono causare disturbi gastrointestinali).
Il ruolo degli integratori nell’alimentazione del ciclista
Gli integratori, se scelti e utilizzati correttamente, possono rappresentare un valido alleato per il ciclista, ma il loro impiego senza supervisione professionale comporta dei rischi.

L’errore più frequente è considerarli scorciatoie o sostituti di una dieta equilibrata, finendo per assumerli in quantità e momenti inadeguati.
Un’ASSUNZIONE non controllata, infatti, può portare a:
- eccessi di sostanze stimolanti come la caffeina, che possono causare tachicardia, ansia, disturbi del sonno e cali di performance;
- squilibri elettrolitici dovuti a un uso improprio di sali minerali, con conseguenti crampi o problemi gastrointestinali;
- affaticamento renale o epatico in caso di abuso di proteine in polvere o integratori non certificati;
- effetto placebo negativo: prodotti inutili o di scarsa qualità che fanno spendere soldi senza benefici reali.
Inoltre, è fondamentale distinguere fra integratori da utilizzare in gara e fuori gara:
- in gara e negli allenamenti lunghi: gel energetici, barrette, bevande isotoniche ed eventualmente caffeina possono essere utili per mantenere alta la disponibilità energetica e l’idratazione. Devono però essere testati in allenamento per evitare sorprese durante la competizione;
- fuori gara: proteine in polvere, aminoacidi, omega-3, multivitaminici o integratori specifici come la creatina o la beta-alanina vanno inseriti solo se realmente necessari e sempre nel contesto di un piano alimentare mirato.
Il nutrizionista sportivo valuta non solo quali integratori usare, ma anche quando, in che quantità e in quale combinazione assumerli, in base al tipo di allenamento, alla disciplina e alle caratteristiche del singolo ciclista.
Senza questa personalizzazione, il rischio è di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato.
Perché il nutrizionista sportivo fa la differenza
Un nutrizionista per ciclisti fa la differenza quando elabora la dieta prendendo in considerazione tutti i fattori che rendono unico ogni atleta e ogni situazione.
La dottrina e l’esperienza devono servire come guida per la strutturazione di un PIANO NUTRIZIONALE personalizzato che comprenda:
- disciplina praticata e calendario delle gare;
- profilo personale (età, genere, vita sportiva, salute complessiva);
- condizione fisica (peso, massa magra, massa grassa, metabolismo);
- livello di allenamento e obiettivi di performance;
- stile di vita (lavoro, sonno, stress, disponibilità di tempo per cucinare);
- eventuali intolleranze, allergie o esigenze particolari.
Per concludere, l’alimentazione nel ciclismo non è un dettaglio: è parte integrante della pratica sportiva.
Una dieta personalizzata, affiancata da un uso mirato degli integratori, può cambiare notevolmente il benessere complessivo dell’organismo e avere un forte impatto sulle prestazioni.
Si comincia ad andare in bici già a tavola, perciò, coinvolgere un nutrizionista sportivo significa investire sulla propria salute e sul piacere di vivere al massimo questo sport.

