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12 Febbraio 2026Milano non è una città “invernale” nel senso classico del termine, ma con i Giochi Olimpici ha aggiunto anche questa attitudine alla sua variegata identità.
Per l’occasione, la città si è arricchita di moderne strutture sportive, come:
- Ice Hockey Arena di Milano Santagiulia, un polo polifunzionale adatto anche agli atleti paralimpici;
- Ice Skating Arena, un impianto ammodernato per ospitare gare come il pattinaggio di figura e i short track;
- Milano Ice Park a Rho, pensato come area temporanea e sostenibile per eventi su ghiaccio e per il pattinaggio di velocità.
Senza dimenticare il vecchio e glorioso stadio di San Siro, teatro della cerimonia di apertura dei Giochi, con due bracieri a rappresentare il binomio città-montagna.
L’evento di Milano Cortina 2026 arriva esattamente 20 anni dopo Torino 2006, i mitici giochi che hanno rilanciato gli sport invernali in Italia.
Gli appassionati di sport, e della montagna in generale, possono gioire. Con Milano e Torino che fungono da magnete culturale e logistico (e con Cortina e le valli che aggiungono ulteriori profili alpini), si è creato un asse che sta facendo molto per la promozione degli sport invernali in Italia.
Più visibilità, più impianti, più praticanti e più competenze. Uno sviluppo in cui acquisisce preminenza un tema spesso sottovalutato, ma decisivo: la nutrizione sportiva come strumento di salute e performance, fattore determinante in ogni progetto atletico.
Cosa rende “speciali” gli sport invernali: tre fattori che cambiano le regole dell’alimentazione
1) Freddo
Allenarsi e competere al freddo cambia il condizionamento atletico e le percezioni:
- aumentano i costi energetici legati a termoregolazione, abbigliamento e tempi morti;
- si beve meno (perché lo stimolo della sete cala), ma la disidratazione resta un rischio;
- l’apparato gastrointestinale può diventare più “capriccioso”, soprattutto con intensità elevate o in gara.
Il risultato? È facile sbagliare di poco ma sbagliare spesso, per esempio con una colazione troppo leggera, il recupero trascurato per mancanza di fame, l’integrazione improvvisata.

2) Dislivello e altitudine
Quando si sale di quota, non cambia solo la fatica, cambia la gestione dello sforzo.
L’ipossia incide su molti aspetti: resistenza, qualità del sonno, recupero; e può amplificare errori banali, come ingerire insufficienti carboidrati, sottostimare i liquidi, incorrere in carenze energetiche nelle giornate più faticose.
Nelle discipline di endurance, inoltre, la quota può spostare sensibilmente il confine tra sostenibilità/controllo e calo/crollo.
In poche parole, l’altitudine impatta su ossigenazione, lucidità e ritmi.
3) Stress neuromuscolare
Molti sport invernali sono tecnicamente “chirurgici” e fisicamente brutali: vibrazioni, contrazioni eccentriche, frenate, cambi di direzione e impatti continui.
Il fattore climatico sovraccarica il sistema nervoso, mettendo a dura prova la concentrazione e la capacità di ripetere gesti perfetti sotto stress.
Per sostenere questa tensione, serve tanto allenamento, ma anche un’adeguata disponibilità energetica e tempi di recupero ben pianificati, altrimenti il rischio è un mix pericoloso: calo delle prestazioni e aumento delle probabilità d’infortunio.
Tre esempi di sport in cui l’inverno comanda
Sci alpino
Nello sci alpino la gara dura poco, ma il contesto dura ore: sopralluoghi, attese, risalite, riscaldamento, timing da rispettare.
Il freddo aumenta i tempi “non attivi” e può favorire scelte alimentari impulsive (snack casuali, troppi zuccheri tutti insieme o, all’opposto, nulla fino al via).
Il dislivello incide sulla percezione dello sforzo e sulla gestione della giornata. E lo stress neuromuscolare è enorme: carichi su quadricipiti e glutei, richieste molto spinte di reattività e controllo.
Per questi motivi, nello sci alpino controllare la nutrizione, soprattutto nei pre-gara, è cruciale.
Sci di fondo e Biathlon
Nel fondo, e ancor di più nel biathlon, dove la lucidità è parte della prestazione, la componente energetica è dominante.
Il freddo può “nascondere” la fatica fino a quando è troppo tardi, e la quota rende più costoso mantenere intensità elevate.
L’errore tipico è non periodizzare: fare sempre uguale, oppure comprimere tutto in un solo pasto abbondante e sperare che basti.
Il nutrizionista sportivo aiuta in aspetti decisivi, come la gestione dei carboidrati, il recupero post-gara o post-allenamento, la qualità del sonno e l’idratazione costante.

Pattinaggio di velocità / short track
Nel pattinaggio di velocità la prestazione è esplosiva e ad alta intensità.
Le calorie servono a sostenere non soltanto la fatica muscolare, ma anche quella nervosa. Il freddo dell’ambiente e i protocolli di gara (riscaldamento, attesa e partenza) impongono timing precisi.
In discipline così, anche piccole fluttuazioni (energia disponibile, glicemia, tolleranza gastrointestinale) possono spostare l’ago della bilancia tra un finale in progressione e un “muro” negli ultimi giri.
Il ruolo dell’alimentazione negli sport invernali
Quando parliamo di alimentazione negli sport invernali, parliamo di cinque aspetti chiave:
- disponibilità energetica. Molti atleti “tagliano” senza accorgersene: porzioni ridotte, pasti saltati, lunghe giornate in montagna mangiando in modo indisciplinato. Il corpo paga questi errori alimentari con un recupero più lento, più stress, più rischio di infortuni e cali di prestazioni in allenamento;
- carboidrati periodizzati. Non esiste “low carb” o “high carb” come ideologia: esiste il carboidrato al momento giusto, nella quantità giusta, per lo scopo della seduta o della gara;
- proteine e recupero. Soprattutto nelle discipline con forte lavoro eccentrico, la qualità del recupero e la componente proteica sono fondamentali per riparare i tessuti e costruire adattamento;
- idratazione e sali. Il freddo riduce la sete, ma tra respirazione, strati di abbigliamento e durata delle giornate l’equilibrio idrico può peggiorare senza segnali evidenti. L’idratazione può essere gestita senza troppi vincoli e con grandi benefici;
- routine di gara e intestino “allenato”. La tolleranza non si improvvisa il giorno della competizione. Anche questa è una forma di allenamento. Bisogna testare timing, consistenze, quantità o aspetti come la temperatura degli alimenti.
Perchè rivolgersi a un nutrizionista sportivo: mettere ordine, misurare, personalizzare
In termini generali, il nutrizionista sportivo guida l’atleta nella definizione di una gestione alimentare che regga:
- ai carichi di allenamento;
- al calendario delle gare;
- alle trasferte;
- ai vincoli reali (lavoro, famiglia, preferenze, disponibilità di cibo e tempo per cucinare);
- alle caratteristiche individuali (genere, età, composizione corporea, storia alimentare, eventuali intolleranze).
La collaborazione si propone innanzitutto di trasformare l’alimentazione in uno strumento di performance sostenibile, non in una ulteriore fonte di stress.

Poi subentrano gli obiettivi specifici dell’atleta, che vanno sostenuti con un’attenta analisi preliminare, una dieta personalizzata e un seguimento puntuale quando serve.
Sport invernali: consulenza nutrizionale a Milano e Torino
Un atleta o un appassionato con il piglio del “professionista”, può trarre grandi benefici da un percorso nutrizionale mirato.
Se cerchi un nutrizionista per gli sport invernali a Torino o Milano, io ti propongo un servizio flessibile che fa leva su alcuni punti cardinali:
- valutazione iniziale e obiettivi realistici, con analisi della composizione corporea, delle abitudini, del carico settimanale e delle esigenze personali;
- piano alimentare per il tuo sport, con periodizzazione, gestione dei carboidrati in base a sedute e gare, strategie pratiche per adeguare la dieta alle esigenze della montagna, ecc.;
- nutrizione per le gare, routine nelle 24 ore pre-gara, timing tra riscaldamento, attese e start, gestione dell’idratazione in ambiente freddo;
- recupero e prevenzione infortuni mediante distribuzione proteica, facilitazione del sonno, strategie post-seduta, supporto nutrizionale nei periodi di carico e nei rientri.
- educazione alimentare e autonomia, per imparare a scegliere i cibi e adattarsi alle situazioni, senza seguire regole o diete esageratamente rigide.
La prima visita nutrizionale può essere svolta in una delle sedi dove lavoro, principalmente Milano e Torino.
Per le persone impossibilitate a recarsi in Studio, propongo un servizio di consulenza online, rodato e affidabile, costruito per massimizzare i risultati senza dipendere dalla visita in presenza.
Quali sono i tuoi obiettivi? Proviamo a raggiungerli collaborando?

