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11 Gennaio 2020Digiunare porta con sé una serie di vantaggi. Primo tra tutti si utilizzano le scorte in eccesso e gli acidi grassi che hanno il compito di fornire energia alle cellule di tutto il corpo.
Il problema degli acidi grassi è che non possono superare la barriera ematoencefalica e quindi il sistema nervoso centrale non può utilizzarli. Risulta un problema specie considerato il fatto che il nostro sistema nervoso costituisce una parte non indifferente del nostro metabolismo basale, insieme a processi epatici.
In questi casi una parte degli amminoacidi muscolari viene utilizzato per la neoglucogenesi, ma abbiamo bisogno di altre sostanze che permettano di nutrire il sistema nervoso. È qui che entrano in gioco dei prodotti che vengono prodotti dal fegato: i corpi chetonici.
Cos’è la chetosi?
La chetosi è una condizione in cui i corpi chetonici circolanti si alzano. In periodi di digiuno il nostro corpo esaurisce una buona parte delle scorte di glicogeno e nei mitocondri epatici si producono delle sostanze che devono momentaneamente sostituire il ruolo cruciale del glicogeno e del glucosio: i corpi chetonici.
Si verifica pertanto una condizione di chetosi (=aumento dei corpi chetonici) che ha lo scopo di mantenere in vita le cellule dell’organismo in un periodo di carenza energetica.
In particolare è il sistema nervoso quello che necessita più di tutti dell’aiuto dei corpi chetonici. Il problema è la loro concentrazione: molto bassa rispetto a quella del glucosio. La concentrazione dei corpi chetonici inizia a salire dopo una notte di digiuno e arriva ad essere circa 3 millimoli dopo circa tre giorni di digiuno.
La produzione dei corpi chetonici ha ragioni di stampo evolutivo: permette di gestire periodi di carenza alimentare. Infatti, non a caso, l’aumento dei corpi chetonici ha un impatto sulla gestione del senso di appetito, specie quando le loro concentrazioni superano le 4 millimoli per litro. Quest’ultima condizione è assai rara nei nostri paesi, in quanto iper-nutriti.
Il ruolo delle proteine per fornire energia
Quando si consumano meno di 50 grammi di carboidrati al giorno, come nel caso delle diete chetogeniche, il corpo ha la necessità di ricavare altri 75-85 grammi di glucosio a partire dal catabolismo proteico e della successiva neoglucogenesi. Immaginiamo che circa 118 grammi di proteine forniscono circa 60 grammi di glucosio.
Per tale ragione nei periodi di digiuno o diete restrittive nell’apporto glucidico, come le diete chetogeniche, sarebbe buona pratica innalzare il quantitativo proteico. L’aumento proteico permette di far fronte al catabolismo proteico, con maggior probabilità di preservare la massa muscolare.




