
Cosa sono gli alimenti funzionali e a cosa servono?
13 Aprile 2019
Indice glicemico degli alimenti: cos’è e a cosa serve?
19 Aprile 2019L’euforia nel vedere il proprio corpo cambiare dura poco. Sono tanti i pazienti mossi dalla buona volontà di rimettersi in forma, ma pochi sono quelli che portano a termine un percorso.
La maggior parte richiede una consulenza e ben presto si accorge che non basta richiederla, ma sottoporsi a tanto impegno e tanta costanza.
Ogni giorno, nella pratica quotidiana della propria professione di nutrizionista, ci si imbatte nella necessità di aiutare i pazienti a trovare un po’ di motivazione che tende a perdersi dopo le prime decine di ore dall’inizio di un piano dietetico.
Quali sono le difficoltà nel seguire una dieta?
Se all’inizio l’entusiamo ha la meglio, ci si deve scontrare con la necessità, per chi è abituato a non avere regole, di darsele.
Questo è forse lo scaglione più grande.
Il paziente che è abituato a non avere freni a tavola, si trova spaesato inizialmente nel rispettare le grammature. Per fortuna rispetto ad alcuni anni fa dove si rischiava di incappare in una dieta monotona e senza alternative, oggi esistono delle diete molto più flessibili. Una di queste è la dieta componibile, le cui scelte sono diverse e il paziente, pur rimanendo a dieta, ha la possibilità di variare di giorno in giorno.
Creare una dieta personalizzata ha dei vantaggi innegabili:
- tiene conto della psicologia del paziente.
- permette di essere modificata con una semplice chiamata o compilando un semplice questionario nel corso delle settimane.
- si basa sui propri dati e la composizione corporea personale.
Alle volte, nonostante una serie di accortezze e la richiesta di essere avvisati dopo una settimana-dieci giorni, il paziente sparisce.
La fretta di avere tutto e subito e il problema degli sgarri alimentari
La fretta di chi vuole tutto e subito si ripercuote sulla psicologia del soggetto che richiede durante la prima visita una dieta ipocalorica per perdere rapidamente il peso. Ma quanto è giusto questo approccio? Poco. Eppure, anche spiegando al paziente tutto in merito al miglior esito di una dieta graduale e senza estremismi, ci si inganna con il numero sulla bilancia.
Perchè quel numero “innesca” un circolo vizioso psicologico, dettato da un effetto placebo nel vedersi meglio e più magri, anche se la massa grassa resta lì ed è l’acqua ad avere la peggio inizialmente.
E poi ci sono gli eterni appassionati del “fuori pasto”: seguono tutto alla lettera (a loro dire), ma omettono i continui spuntini che rovinano un lavoro ben fatto. Per non parlare del giorno di sgarro alimentare: per alcuni è la rovina di una settimana di duro lavoro.
Ecco un breve riepilogo delle principali difficoltà nel seguire una dieta:
- approccio psicologico al cibo abitualmente consumato;
- spuntini fuori pasto;
- giorni di libertà alimentare;
- la fretta nell’ottenere un risultato.
In tutti questi casi è necessario monitorare la situazione anche da remoto. Si richiede al paziente di prendere nota del peso una o due volte la settimana e di avvisarvi telefonicamente ogni 15 giorni sull’andamento, meglio se con una telefonata.
Al professionista sicuramente richiede uno sforzo superiore rispondere a tutti, ma la qualità del servizio risulta migliore e il paziente si sente seguito passo dopo passo.
Solo così possiamo sperare quest’anno in un risultato reale e raggiungibile in vista delle nostre vacanze.

