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28 Agosto 2020Nonostante le patologie cardiovascolari siano la principale causa di morte nei paesi industrializzati, non si ha una posizione unanime tra i diversi paesi sulle linee guida nutrizionali da adottare. In particolar modo si è discusso per diversi anni il ruolo delle uova nella fisiopatologia delle malattie cardiovascolari, in quanto ricche di colesterolo.
Diversi anni fa si invitava a moderare gli alimenti ricchi di colesterolo come le uova, per evitare che ci fosse un peggioramento delle condizioni cliniche in soggetti a rischio di aterosclerosi. Si capì nel tempo che il colesterolo assunto con gli alimenti interagisce molto poco con la condizione di aumento del colesterolo nel sangue. Infatti ciò che innalzava i livelli di colesterolo ematico erano gli acidi grassi saturi piuttosto che l’assunzione di colesterolo dagli alimenti.
Fatta questa doverosa premessa e nonostante lo spoiler per i lettori più pigri, consumare alimenti a basso contenuto di colesterolo non troverebbe un fondamento solido.
Consumo di uova e patologie cardiovascolari
Le diverse posizioni delle Associazioni
Quanto esposto qui di seguito è tratto da una ricerca del 2015 pubblicata sul Nutrients (referenza completa al termine dell’articolo).
Il consumo di uova è stato moderato per molto tempo per il quantitativo di colesterolo al loro interno. Un singolo uovo contiene circa 200 mg di colesterolo sui 300 mg consigliati durante una giornata.
La posizione delle Associazioni mondiali è diversa da paese a paese. Se prendiamo da riferimento la British Heart Foundation Diabetes United Kingdom non ci sono limitazioni nel consumo di uova settimanali. Al contrario la National Heart Foundation australiana consiglia un consumo di 6 uova massimo a settimana, sia per soggetti sani sia con diabete di tipo 2 e sindrome metabolica.
Le diverse posizioni sono dovute alla contraddittorietà delle evidenze scientifiche.
Una review sistematica e meta-analisi del 2013
Uno studio interessante pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition sembra aver messo in chiaro che il consumo di uova non sia in relazione con un aumentato rischio di patologie cardiovascolari.
Risulta pur vero, cito testualmente:
[…]we observed a positive association between egg consumption and risk of type 2 diabetes. Although the findings were inconsistent, some animal studies suggested that high cholesterol feeding increased fasting plasma glucose concentrations or induced hyperinsulinemia and impaired glucose tolerance.
Tutto questo è emerso in studi che hanno preso da riferimento gli animali e pertanto possiamo ridimensionare l’allarme. Ciononostante, nelle conclusioni dello studio si conclude dicendo:
In conclusion, this meta-analysis of prospective cohort studies does not support an increase in the risk of CVD and mortality in the general population with regular egg consumption. However, egg consumption may be associated with an increased risk of type 2 diabetes, and diabetic patients with frequent egg consumption may be more likely to develop CVD comorbidity.
In definitiva: possiamo consumare le uova?
La risposta è si. Viene espresso un condizionale per quanto riguarda la possibilità di sviluppare comorbilità in pazienti diabetici con un consumo frequente di uova.
Come sempre si invita a variare la propria dieta il più possibile, a svolgere regolare attività fisica settimanale e ad avvalersi del principio di moderazione.
Approfondisci con l’articolo: “uova: valori nutrizionali e proprietà“.
REFERENCES:
- Fuller NR et al. (2015). Egg Consumption and Human Cardio-Metabolic Health in People with and without Diabetes, Nutrients; 7(9): 7399-7420.
- Shin JY et al. (2013). Egg consumption in relation to risk of cardiovascular disease and diabetes: A systematic review and meta-analysis. Am J Clin Nutr; 98, 146–159.

