
Dieta mediterranea: una dieta perduta
18 Dicembre 2019
Sport Nutrition Specialist – Alimentazione e Sport
22 Dicembre 2019Esistono diverse ragioni che spingerebbero ad appoggiare una dieta maggiormente eco-sostenibile e in linea con la preservazione della salute. Per avvicinarsi a queste scelte, è necessario fare un po’ di chiarezza in mezzo ad un mare di informazioni dissonanti. Non si tratta di una scelta vegana, ma di scegliere alimenti prevalentemente vegetali, con una reintroduzioni di alimenti poco usati nella dieta attuale occidentale: dai legumi alle noci a cereali integrali, frutta e verdura.
Non vanno però dimenticati anche gli alimenti di origine animale, con quantitativi minori rispetto a quanto consumati oggi.
Le parole d’ordine sono sicurezza alimentare e scelte nutrizionali a basso impatto ambientale. Facile a dirsi, ma difficile a farsi, specie in un mondo dove le popolazioni più povere devono ricorrere per forza di cose ad alimenti junk per potersi sfamare.
La dieta flexitariana: le due facce di una medaglia
Oggi, molto più rispetto al passato, le scelte eco-sostenibili sembrano imperative in un mondo sovraffollato e con problemi di siccità e desertificazione. Le persone dovranno optare per ricercare prodotti del territorio, se questo lo consente, e ridurre l’apporto calorico per una mentalità meno consumista e più consapevole.
La nuova sfida sarà una lotta agli alimenti ricchi di zuccheri e ad una moderazione nel consumo di prodotti animali.
La dieta flessibile, o scelta flexitariana, si basa proprio su questo. La dieta mediterranea, seppur lontana culturalmente da diverse diete del mondo, rappresenterebbe per noi una scelta sensata e salutare.
La dieta sostenibile flexitariana ha diverse criticità che non riguardano i concetti alla base, ma discorsi più estesi di stampo economico. Se da una parte resta stupenda l’idea di eseguire scelte eco-sostenibili, dovremmo dimenticarci molti dei cereali del Sud America, come per esempio la quinoa, il cui consumo nei nostri paesi ha generato un aumento dei prezzi nei paesi più poveri, rendendo questo cereale “povero”, non più acquistabile dalla gente locale di quelle regioni.
Perciò la scelta consapevole ed eco-sostenibile va contro l’attuale sistema economico del consumismo più sfrenato dei paesi occidentali. Siamo pronti ad eseguire scelte che possono ledere anche il nostro interesse e la reperibilità di molti prodotti ad oggi disponibili? La scelta eco-sostenibile parte perciò da un minor consumo di soia e un minor consumo di alcuni cereali e alcuni frutti (come le banane, per esempio).
A noi la scelta, ma una cosa è certa: una maggior consapevolezza degli effetti causati dalle nostre scelte non guasterebbe.




