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2 Agosto 2019Quando si parla di diete che attivano il metabolismo, il nostro cervello viene catturato dall’idea che sia una dieta interessante. Chi non vorrebbe avere il metabolismo attivo? Peccato che al di là di tanti claims non ci siano evidenze solide sull’idea di “attivare” il metabolismo.
Eppure ci sono diete che promuovono slogan con la promessa di “accendere” come un interruttore la nostra caldaia interna, con lo scopo di farci dimagrire senza troppa fatica.
La dieta Sirt è una dieta che trae il suo nome da “sirtuine”, una classe di proteine coinvolte nel metabolismo cellulare in una serie complessa di reazioni che regolano l’invecchiamento, il metabolismo glucidico ed energetico e lo stress ossidativo.
La dieta Sirt
Che cos’è la dieta Sirt?
La dieta Sirt è una dieta che ha come slogan “la dieta del gene magro”, a sottolineare come la scelta di alcuni alimenti, evitando digiuni prolungati, possa migliorare l’efficienza del nostro corpo e portarci ad una cospicua perdita di peso nel corso di poche settimane. La dieta è stata formulata dai due nutrizionisti Aidan Goggins e Glen Matten, diffondendo l’idea di poter mangiare qualsiasi alimento, con particolare predilezione verso gli alimenti stimolanti le sirtuine.
In cosa consiste la dieta Sirt?
Come molte diete, si dividono in categorie gli alimenti, chiedendo ai pazienti di selezionare principalmente alcuni alimenti rispetto ad altri. Il punto nevralgico è sempre lo stesso: creare un deficit calorico. Poco contano alimenti sirt o no, come si vuole sottolineare, ma il punto è mangiare meno alimenti calorici.
Le due fasi infatti della dieta Sirt sono:
- una settimana con un alto deficit calorico, passando dalle 800-1000 kcal al giorno per i primi giorni fino a 1500 kcal massimo nei giorni successivi. Naturale che il deficit calorico faccia perdere peso;
- due settimane senza alcun deficit calorico, ma semplicemente selezionando alimenti consigliati (che ovviamente porteranno in un qualche modo ad un altro deficit calorico, anche se non dichiarato apertamente). La nota dolente è selezionare alimenti che sono proprio da limitare e non da consigliare, come il vino rosso. Alcuni continuano a sottolineare la presenza di resveratrolo al suo interno, ma il problema risiede nell’alcol, da limitare il più possibile.
La dieta Sirt funziona? Pro e contro
La risposta è: dipende. Nel breve periodo qualsiasi deficit calorico funziona, sia che impostiamo una dieta low carb, sia nel caso di una dieta low fat.
Il punto non è limitare i carboidrati o i grassi, ma limitare le calorie. Un deficit calorico produce una perdita di peso.
Perciò possiamo dire che come qualsiasi dieta ipocalorica, anche la dieta Sirt per perdere peso funziona. Il punto è un altro e cioé: è sostenibile nel lungo periodo? Perché la domanda a cui rispondere è questa. In questo caso non avremo una risposta positiva nel lungo periodo.
È una dieta scientificamente valida?
No. La stimolazione delle sirtuine è un ambito ancora controverso e poco chiaro. Pertanto, al di là del forte chiacchiericcio di sottofondo sulla questione, non ci sono dati di efficacia tra stimolazione delle sirtuine e tutti i vantaggi metabolici che ne possono derivare. Studiare singoli processi e perdere di vista il quadro generale e la fisiologia è il vero problema della nutrizione.
Ci sarebbe da domandarsi: quanti di coloro che hanno perso 3 o più kg hanno preservato dopo uno o due anni i risultati ottenuti? Perché innescare una perdita di peso nei primi 15-20 giorni, con una dieta ipocalorica è relativamente semplice. Mantenere e preservare il risultato è molto più complesso e articolato, specie se puntiamo ad un dimagrimento e non solamente ad una perdita di peso.

