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26 Marzo 2019I cibi da non eliminare. Un articolo che vuole invitare al consumo di alimenti che hanno proprietà interessanti e sono spesso esclusi durante una dieta perché etichettati come “grassi”e “ipercalorici”.
Dal falso mito del pesce grasso da evitare, alle uova ricche di colesterolo. Vediamone cinque esempi da non farci mancare sulle nostre tavole.
Cinque cibi da non eliminare dalla propria dieta
In questo articolo vedremo cinque alimenti da continuare a consumare, indipendentemente da tutti gli articoli allarmisti che si sono scritti in questi ultimi anni.
Uova

Le uova sono un super-alimento, ricco di amminoacidi, acidi grassi, vitamine del gruppo B, vitamine liposolubili A, D, E, K, ferro emico e oligoelementi.
Questo alimento fu denigrato negli anni passati per il suo alto contenuto di colesterolo, sebbene si scoprì che l’aumento del colesterolo ematico è dovuto all’assunzione eccessiva di acidi grassi saturi e non di colesterolo con gli alimenti.
Le uova sono state perciò assolte da tutta una serie di rischi ed è possibile consumare con serenità fino a 4 uova intere la settimana.
Viene considerato un super-alimento per diverse ragioni, in parte già esposte, ma il grande vantaggio è il suo profilo amminoacidico e l’alto valore biologico, il più alto in assoluto anche rispetto alla carne o al pesce.
Le uova sono uno degli alimenti da non eliminare dalla nostra dieta.
Sgombro

Un pesce azzurro che subisce meno il problema del bio-accumulo per il fatto che passa meno tempo nell’acqua rispetto ai pesci più comprati quali tonno e salmone.
Su 100 grammi abbiamo quasi 17 grammi di proteine e 11 grammi di lipidi, con un ottimo quantitativo di acidi grassi polinsaturi.
Lo sgombro ha buone concentrazioni di sodio, potassio, zinco e oligoelementi. Per quanto si pensi il contrario, assumere del pesce grasso, ricco in acidi grassi polinsaturi, può rappresentare un ottimo alleato per chi desidera dimagrire. Da associare ad una dieta ipocalorica o una dieta proteica, lo sgombro è un alleato importante, anche per chi è solito praticare sport.
Noci

Le noci sono il frutto oleoso per l’ottimo quantitativo di AGE. Infatti il suo quantitativo di omega-3 e omega-6 è perfetto: un rapporto di 1:4 come dovrebbe essere il rapporto giornaliero di questi acidi grassi.
Ogni 20 grammi di noci copriamo il fabbisogno completo di omega-3 e omega-6 della nostra giornata.
Ricordiamoci che essendo un frutto molto calorico, non è possibile abusare di noci tutti i giorni.
Venti grammi apportano circa 140 kcal, uno snack perfetto da consumare a metà mattina o metà pomeriggio, in associazione con uno yogurt greco magro, ricco in proteine.
Per chi inoltre fosse in regime ipoglucidico o con una dieta chetogenica per dimagrire, le noci confermano la loro utilità, con un 20% di carboidrati al loro interno.
Tra i cinque cibi da non eliminare, le noci si aggiudicano uno dei posti di rilievo.
Olio di oliva

In questi ultimi tempi di leggono diversi articoli sul moderare il consumo di olio. Al di là della veridicità riguardante il suo potere calorico e all’invito a moderarne le quantità, l’olio extra vergine di oliva merita un posto in questo articolo.
Oltre ad essere uno dei pilastri portanti della dieta mediterranea, risulta ricco di acidi grassi monoinsaturi e rappresenta uno dei condimenti maggiormente apprezzati e salutari.
Ricco di vitamina E, A e composti fenolici.
La quasi totalità di lipidi porta l’olio di oliva ad essere l’alimento più calorico di questo articolo, arrivando su 100 grammi di prodotto a 890 kcal circa.
Burro

E terminiamo con l’ultimo dei cibi da non eliminare: il burro.
Si, so già cosa state per pensare: “ma il burro è ricco di acidi grassi saturi”. Ovviamente avete ragione, ma non vi sto invitando a consumarlo tutti i giorni, quanto piuttosto a non eliminarlo completamente dalla propria dieta.
Consumare una volta a settimana circa 20 grammi di burro non vi darà alcun problema e vi porterà un po’ di appagamento psicologico alla dieta.
La sostituzione del burro con la margarina è stato uno dei grandi inganni del secolo scorso. Nonostante la forte diffusione di alimenti poveri di grassi e che vedevano una sostituzione graduale del burro con margarina e grassi idrogenati, si notò un ulteriore aumento delle patologie cardiovascolari. Questo fu la prova che il problema non è il consumo saltuario e controllato di un alimento come il burro. Inoltre l’alimentazione è da considerarsi un’alternanza di alimenti che devono obbligatoriamente essere alternati durante l’arco della nostra settimana.
Il take home message di oggi è: consumare di tutto con moderazione e praticare regolare attività fisica settimanale.

