
Dieta personalizzata: come crearla e come impostarla
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Un po’ lo dice il nome e non c’è molto da aggiungere. La dieta proteica è una dieta che privilegia alimenti ricchi di proteine. Tra questi abbiamo:
- carne;
- prodotti ittici;
- bianco d’uovo (albume);
- crostacei (circa un 13%);
- legumi in quantità moderate (poichè alimenti soprattutto ricchi di carboidrati).

La dieta proteica per dimagrire: come e quando usarla?
Viene considerata una dieta chetogenica per dimagrire se il quantitativo totale di carboidrati assunto è inferiore ai 50 grammi. Questa dieta è prediletta dagli amanti del fitness e da tutte quelle persone che devono perdere qualche chilo.
In verità, nell’accezione della dieta proteica, ricadono tutte quelle diete con un tenore di proteine superiore al 20% del fabbisogno proteico giornaliero. Anche nel caso in cui i carboidrati fossero intorno al 45%, avremmo che con valori proteici del 25% del totale, la dieta risulterebbe proteica a tutti gli effetti.
Quali sono i vantaggi di una dieta proteica?
È innegabile che un’iperaminoacidemia permette di preservare le masse muscolari. Inoltre è bene ricordare come le proteine siano un macronutriente dall’alto potere saziante rispetto a quanto possano esserlo carboidrati e grassi.

Quale rapporto rispettare di proteine?
So che i vegani potrebbero rammaricarsi di questo, ma circa i due terzi delle proteine assunte dovrebbero essere di origine animale. Il terzo rimanente, invece, di origine vegetale.
Esempio di dieta proteica non chetogenica
COLAZIONE
200 ml di latte parzialmente scremato o scremato
1 porzione di pancake proteici OPPURE 30 grammi di proteine isolate del latte
1 frutto a piacere (150 g)
PRANZO
Fino a 50 g di pasta proteinata OPPURE 70 g di pasta di konjac
25o g di carne bianca o pesce
250 g di verdura cruda in insalata
Fino a 2 cucchiai di olio EVO da utilizzare
1 mela a fine pasto
CENA
1 uovo sodo in insalata verde OPPURE 1 frittata con 200 ml di albumi e un rosso con insalata a piacere
Fino a 2 cucchiai di olio EVO da utilizzare
Note aggiuntive:
- Possibilità di consumare fino a 2 caffè amari durante l’arco della giornata;
DISCLAIMER: l’esempio presentato è indicativo e non intende in alcun modo sostituirsi al parere di un medico specializzato del settore o a personale regolarmente abilitato. Prima di intraprendere una qualsiasi dieta è bene personalizzare l’apporto calorico in relazione al proprio peso, alle caratteristiche costituzionali e alla propria condizione fisiopatologica.
Quando non usare le diete proteiche
Nonostante la loro larga diffusione, bisogna ricordare che in caso di insufficienza renale le diete iperproteiche sono sconsigliate.

Casi particolari in cui consigliarle
Ma al di là di alcuni scetticismi di addetti della vecchia guardia, le diete proteiche sono consigliabili in alcuni casi, tra cui:
- perdita di peso;
- acquisizione di massa muscolare, unitamente ad un alto apporto di carboidrati e un corretto apporto lipidico;
- gestione dell’iperfagia, visto il potere saziante delle proteine.
Le diete proteiche: il merito va a loro o ad un bilancio calorico negativo?
Un falso mito è credere che siano le diete proteiche a far dimagrire. In verità, unitamente ad una dieta iperproteica, il dimagrimento e la perdita di peso sono garantite dall’introito calorico negativo associato a questo genere di diete.

È il bilancio energetico negativo a far dimagrire. L’assunzione di proteine più alto della norma permette di controllare la fame. Perciò non è la dieta di per sé ad avere particolari effetti positivi, ma una qualsiasi dieta dove si mangi poco.
Se parliamo invece di composizione corporea, il fatto di seguire una dieta proteica ci permette di avere dei vantaggi nella preservazione delle masse muscolari.
La motivazione che spinge a seguire una dieta proteica
Un aspetto positivo delle diete proteiche è la perdita di peso rapida. Che sia un aspetto positivo o negativo per la rapida perdita di acqua, una cosa è certa: aiutano il paziente a continuare a seguire la dieta.
L’aspetto motivazionale è cruciale, unitamente al controllo periodico, per tracciare una linea di continuità che permetta di ottenere il risultato ambito.
Gli scettici della dieta proteica e la teoria secondo cui le proteine sarebbero cancerogene
Ogni volta che si affronta il tema delle diete proteiche si cade in una serie di disquisizioni basate su errate interpretazioni di studi. Come già chiarito nell’articolo “la carne fa male?” sono alcune sostanze che vengono addizionate alle carni rosse e ad alcuni metodi di cottura a portare ad alcuni rischi e non la carne in sé.
Nonostante questo si continua a dichiarare che la carne faccia male (includendo anche la carne bianca) e ad estendere tale concetto al termine di “proteine” in generale.
Le proteine sono essenziali per una moltitudine di funzioni, dalle più conosciute e chiacchierate nei blog, alle più complesse a livello biochimico. Infatti le proteine possono:

- formare enzimi;
- rafforzare il sistema immunitario;
- costituire le membrane cellulari;
- garantire la termogenesi;
- permettere la formazione di ormoni (ormoni peptidici).
Bastano questi cinque semplici punti per chiarire il tutto in merito all’allarmismo che ruota intorno al mondo delle proteine. Per quanto riguarda la carne, nessun allarmismo sulla carne in generale. I rischi sono in merito ad un eccesso di carne rossa e insaccati, non sulla carne nella sua accezione più ampia del termine.
Le diete proteiche sono e restano una valida alternativa per la tipologia di pazienti che abbiamo discusso, ma come sempre: avvaletevi di una consulenza personalizzata e non improvvisate il “fai da te”.


