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23 Dicembre 2018Multivitaminici. Si promuovono per combattere i mali stagionali e per fornire maggior protezione alle persone che, a causa di una vita frenetica, pensano di prevenire patologie attraverso l’impiego di questi integratori alimentari.
Al contrario degli spot pubblicitari e dei conflitti di interessi che hanno molti professionisti in questo ambito, vediamo cosa ci dicono gli studi in merito.
Multivitaminici: “more is better”?
Molti professionisti sono inclini a credere che “se uno fa bene, cento faccia meglio”. E a cadere in questo tranello sono purtroppo anche molti professionisti abilitati. Non ne conosco il motivo, ma cerchiamo di vederci chiaro su un tema così tanto delicato.
Come detto in diversi articoli, un conto è parlare di persone patologiche e citare studi clinici, un conto è eseguire studi su soggetti sani.
Un altro punto da ricordare è il seguente: il parere degli esperti non conta alcunché nella piramide dell’evidenza scientifica. Quello che contano sono le ricerche e le linee guida.
Multivitaminici e ricerca scientifica
Capita di sovente di confondere ricerche effettuate nel campo patologico, con applicazioni che ricadono nel sano e nel campo sportivo. Se un soggetto patologico è carente di determinate vitamine si possono vedere riscontri positivi dall’assunzione di un multivitaminico. Ma non si può dire lo stesso su soggetti sani e in buona salute.
Il mercato degli integratori alimentari
Nel solo anno 2009, negli Stati Uniti, la vendita totale di integratori alimentari ha toccato i 29 miliardi di dollari. Nonostante la crisi economica l’anno successivo le vendite aumentarono del 4,4% a oltre 28 miliardi (Kamangar, Emadi 2012).
La domanda che ci dobbiamo porre è però oltre i numeri economici e le vendite.
Su individui sani l’utilizzo di multivitaminici è utile per prevenire e ridurre il rischio di alcune patologie quali il diabete, l’infarto e il cancro?
La risposta è no!
Cito testualmente quanto riportato da Kamandar ed Emadi in una ricerca del 2012, pubblicata sull’International Journal of Preventive Medicine:
Multivitamin supplements are not only ineffective, but they may be deleterious to health
Brutto colpo per gli spasimanti dell’integrazione anche su soggetti sani (e su questo ci cascano diversi medici e biologi abilitati).
Nella medesima ricerca viene citato uno studio del 1994 pubblicato sul New England Journal of Medicine, uno dei primi studi che affermerebbe l’inefficacia di una supplementazione di vitamina E e Beta-Carotene per ridurre l’incidenza di tumore al polmone e altre forme tumorali.
Insomma, i personaggi noti della rete come mai non citano queste ricerche quando decantano i mille benefici degli integratori?
Perché purtroppo i professionisti che dovrebbero tutelare il consumatore, preferiscono non specificare in quali casi possono tornare utili gli integratori alimentari.
Nel 2011 una ricerca di Bolland e collaboratori pubblicata sul British Medical Journal (giornale che non ha bisogno di presentazioni) ha evidenziato come gli integratori di calcio, con o senza vitamina D, aumentino il rischio di eventi cardiovascolari e non prevengano alcunché in soggetti sani, anzi (Bolland et al. 2011).
E da questo iniziamo a capire che “more is better“, nell’ambito dei multivitaminici, è una frase fuorviante e falsa. Mi verrebbe da dire che tale affermazione sia falsa in praticamente tutti i contesti.
Perché i multivitaminici sono consigliati così tanto?
La ragione che sta alla base di consigli tutt’altro che salutari è motivata dal fatto che si è parlato per diversi decenni dei problemi di una carenza multivitaminica. Dalla pellagra, al beri beri, a fenomeni di anemia o scorbuto per possibili carenze vitaminiche e minerarie.
Il problema è che i campi sono distinti: un conto è parlare di patologici accertati (e non presunti come fanno alcuni trainer) e un conto è parlare di soggetti sani.
In soggetti sani è tanto grave prendere un multivitaminico quanto per un soggetto con un’infezione non prendere un antibiotico (paragone esagerato, ma almeno rende l’idea!).
E se si leggessero le ricerche con cognizione di causa forse lo si capirebbe senza interpretare liberamente affermazioni non scritte. E poi ci sono coloro che basano l’autorevolezza di un’affermazione in base alle visualizzazioni su YouTube o alla vendita di libro. Se uno ha più visualizzazioni significa che ha ragione, specie se è pure un personaggio noto (non commento l’assurdità di tali affermazioni).
Cito una ricerca del 2018 dove si evidenzia “come” è nata questa idea della sicurezza e dell’efficacia dei multivitaminici:
Most supplements that have been marketed to improve health or exercise performance are based on theoretical applications derived from basic science or clinical research studies
Inoltre attenzione agli studi come vengono citati, da coloro che sono interessati a vendervi prodotti:
- gli studi citati sono randomizzati controllati e in doppio cieco?
- su quali riviste sono stati pubblicati?
- qual è il disegno di studio e il tempo in cui è stata condotta la ricerca?
- quanti soggetti sono stati presi in esame?
Poche domande che possono aiutarci a capire se una ricerca è stata condotta in maniera sensata oppure no. Tempo fa scrissi una guida per interpretare gli studi scientifici, seppur in maniera semplice e sintetica trovate le principali informazioni in merito.
Ma allora cosa dobbiamo ricordare sui multivitaminici?
- Non ci sono evidenze che decretano la loro efficacia in soggetti sani.
- Gli studi che provano l’efficacia nel mondo clinico, non sono applicabili ad altre tipologie di soggetti.
- Non sembrano utili per aumentare la performance.
- Gli unici sportivi che potrebbero avere giovamento da un multivitaminico sono coloro che eseguono sforzi di lunga e lunghissima durata, tra cui ultra-maratoneti e trail runner (studi discordanti).
- Soggetti in forte restrizione calorica possono avere giovamento dall’utilizzo di un multivitaminico (studi discordanti).
Insomma, tanto marketing e tanta pubblicità da parte di chi si basa sulle vendite piuttosto che su dati reali.
Come sempre, le carenze si evidenziano con esami specifici. Solo in caso di reale necessità possiamo pensare di ricorrere a questi integratori alimentari.
Ultimo suggerimento sentito: affidatevi ad un esperto abilitato del settore e non al “sentito dire”.
REFERENCES:
- Bolland MJ et al. (2011). Calcium supplements with or without vitamin D and risk of cardiovascular events: reanalysis of the Women’s Health Initiative limited access dataset and meta-analysis, BMJ; Apr 19. 342: d2040.
- Kamangar F, Emadi A (2012). Vitamin and Mineral Supplements: Do We Really Need Them?, Int J Prev Med; 3(3): 221-226.
- The ATBC Cancer Prevention Study Group (1994). The effect of vitamin E and beta carotene on the incidence of lung cancer and other cancers in male smokers. The Alpha-Tocopherol, Beta Carotene Cancer Prevention Study Group. N Engl J Med; 330:1029–35.

