
La dieta componibile: vantaggi, utilizzi e limiti
18 Ottobre 2018
I legumi: cibo proteico o glucidico?
24 Ottobre 2018Sarà capitato a tutti, sportivi e non, di risvegliarci al mattino dopo una giornata di lavoro fisico o allenamenti pieni di dolori muscolari. E altrettanto probabilmente ci è capitato di sentire più e più volte che la colpa di questi dolori fosse imputabile all’acido lattico.
Perfino a scuola ce lo ripetevano gli insegnanti di educazione fisica: “se avete dolore è l’acido lattico che si è accumulato!”.
Questa storia si è talmente ripetuta nel tempo da diventare uno dei falsi miti più famosi del mondo della palestra e non solo.
In verità quel dolore che sentiamo la mattina ha un altro nome: si chiamano DOMS.
Dolori muscolari a insorgenza tardiva: cosa sono?
La storia dell’acido lattico è falsa. Il dolore che percepiamo il giorno dopo una sessione di allenamento ha un nome ben preciso, non riconducibile all’acido lattico. Si chiamano DOMS, acronimo di Delayed Onset Muscle Soreness. Questo fenomeno si verifica a seguito di:
- allenamenti intensi;
- sforzi a cui non siamo abituati;
- scarso condizionamento fisico.
Ma cosa c’entra l’acido lattico con l’insorgenza di questi dolori? NIENTE! Il fatto di aver attribuito questi dolori all’acido lattico è pura fantasia.
Per dare una definizione completa, i dolori muscolari a insorgenza tardiva non sono altro che “indolenzimenti muscolari con rigidità e compromissione del movimento” (Gulick, Kimura 1996).
Ma allora qual è la causa dei DOMS?
La causa scatenante è attribuibile a microlacerazioni proteiche del tessuto muscolare. Queste rotture delle fibre proteiche innescano una reazione infiammatoria, responsabile del dolore percepite i giorni dopo un allenamento.
Pertanto il discorso si sposta dal discorso muscolare ai responsabili diretti della percezione dolorifica: i neuroni!
Esiste infatti una particolare categoria di neuroni chiamati nocicettori responsabili del fenomeno doloroso che si presenta le ore dopo un allenamento.
Quando è più probabile che si presentino?
Nello sport a inizio stagione o nel caso di neofiti, non abituati a determinati lavori fisici.
Le teorie alla base dei DOMS
Per diversi anni si sono susseguite diverse teorie per spiegare l’origine di questi dolori. In totale possiamo trovare sei teorie diverse che hanno cercato di spiegare il perché si verificasse questo indolenzimento:
- teoria dell’acido lattico;
- danno al tessuto connettivo;
- tessuto muscolare danneggiato;
- infiammazione.
Oggi sappiamo che la ragione è ancora più complessa, ma riguarda questioni anche di ambito neurologico.
La comparsa di questi dolori a insorgenza tardiva porta inevitabilmente a:
- riduzione della mobilità articolare;
- dolore diffuso nelle ragione interessata.
Il dolore si estende dalla parte distale del muscolo interessato fino ad interessare l’intera area muscolare nell’arco delle 24-48 ore dal termine dell’esercizio fisico.
Nella regione miotendinea, l’alto numero di recettori del dolore potrebbe essere una delle cause della percezione di indolenzimento.
Quali allenamenti aumentano il rischio di produrre DOMS?
Non tutti gli allenamenti sono uguali. Alcune tipologie di esercizi e metodiche possono produrre bassi livelli di indolenzimenti tardivi. Al contrario, enfatizzare alcune fasi del movimento potrebbe portare ad una maggior probabilità di incorrere nei classici DOMS.
Ne sono un classico esempio le ripetizioni eccentriche. Queste sono le principali responsabili dell’insorgenza di dolori muscolari. Seguono le contrazioni isometriche e infine le contrazioni concentriche.
Strano da credere eppure vincere un carico stressa meno il tessuto muscolare e neurologico rispetto al medesimo carico.
Attenti ai rimedi non confermati scientificamente per ridurre i DOMS
Negli anni sono stati proposti diversi metodi per attenuare il dolore muscolare: massaggi, crioterapia, omeopatia, ultrasuoni e farmaci anti-infiammatori. Purtroppo dal punto di vista scientifico non si trovano dati unanimi e in tal senso non possiamo affermare l’efficacia di queste pratiche.
BIBLIOGRAFIA – REFERENCES:
- Cheung K, Hume PA, Maxwell L (2003). Delayed Onset Muscle Soreness – Treatment Strategies and Performance Factors, Sports Med; 33(2): 145-164.
- Gulick DT, Kimura IF (1996). Delayed onset muscle soreness: what is it and how do we treat it?, J Sport Rehab; 5: 234-43.

