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Molte persone dichiarano di non mangiare molto durante la giornata, eppure constatano un lento e continuo cambiamento del loro corpo. Questo cambiamento è spesso visibile nelle zone che allo specchio risultano maggiormente critiche: pancia, fianchi e cosce!
In verità non ingrassiamo solo in zone settoriali, ma accumuliamo tessuto grasso un po’ ovunque, solo che le zone maggiormente sotto la nostra attenzione sono quelle sopra-esposte.
Cerchiamo di capirci qualcosa in più
È innegabile che con l’avanzare dell’età la probabilità di perdere massa magra e aumentare le percentuali di grasso corporeo si alzino. Dall’altra parte è pur vero che questo avviene prematuramente per due ragioni:
- Poca percezione delle reali calorie introdotte;
- scarsa attività fisica settimanale.
Questo articolo non vuole parlare di quanto le persone si muovano poco, ma ci concentreremo sulle abitudini a tavola che possono portare a peggiorare la nostra estetica e aggravare gli accumuli di grasso!
L’insulina: l’ormone che blocca la mobilizzazione dei grassi
Dopo un certo periodo di digiuno, il nostro corpo rilascia nel sangue un certo quantitativo di acidi grassi. Questo processo agevola quella che viene definita in gergo tecnico lipolisi.
In altre parole stiamo consumando il grasso accumulato e le cellule utilizzano gli acidi grassi per la produzione di energia.
Questo processo è agevolato dalla sintesi di diversi ormoni: dal glucagone, responsabile della liberazione degli acidi grassi, fino all’ormone della crescita che potenzia ulteriormente l’intero processo.
Tuttavia queste condizioni sono accompagnate da “attacchi di fame” e poca capacità a resistere qualche ora prima di mangiare.
Perchè ingrasso: il problema principale
L’incapacità di resistere a condizioni di appetito (non fame, appetito!) si accompagna a situazioni spiacevoli di abbuffate ogni volta che ci si ritrova a tavola.
Inoltre ciò che aggrava ancora di più la situazione è lasciarsi andare ad alimenti ricchi di zuccheri semplici che stimolano in maniera estremamente importante un ormone pancreatico antagonista del glucagone: l’insulina.
Dobbiamo immaginare che questi due ormoni abbiano un rapporto di amore-odio. Se da una parte il glucagone libera acidi grassi nel sangue, dall’altra parte l’insulina blocca quel fenomeno visto precedentemente: la lipolisi.
Detto in altri termini l’insulina impedisce il processo dimagrante.
L’insulina e il glucagone vengono prodotti in momenti alterni (non sempre!) della nostra giornata per far fronte alle necessità energetiche del corpo.
Il discorso però è troppo semplicistico. Più volte è stato sottolineato come non si possa ricondurre argomenti complessi a semplici regole che lasciano spazio a fraintendimenti. In questo caso l’insulina è un nemico solo per tutti coloro che sono sedentari e muniti di poca massa muscolare.
Al contrario i soggetti sportivi potranno prendere ciò che di meglio ha da offrire l’insulina: stimolare la crescita muscolare e incentivare l’idratazione corporea.
Questo meccanismo purtroppo nei sedentari è “addormentato” dalla poca attività svolta durante la vita e da processi cellulari un po’ “arrugginiti”. Questo causerà pertanto un effetto principalmente di preservazione del grasso e non tutti gli altri aspetti positivi che l’insulina è in grado di dare.
Ne è la dimostrazione quando ci vengono riferite frasi del tipo:
“Su di me il piatto di pasta si vede subito!” oppure “appena ceno fuori lo vedo tutto nei fianchi”.
Al di là di errori concettuali presenti nelle frasi che ascoltiamo volgarmente dalla popolazione comune, tutto ciò ha un fondo di verità. Queste persone spesso sono accomunate da vita sedentaria e squilibri nutrizionali che si ripetono da anni.
Non ci si può aspettare di certo il miracolo, insomma. Però un po’ di consapevolezza farebbe comodo.
In primis è fondamentale ridurre gli zuccheri semplici onde evitare produzioni di insulina rapide che aggravino ulteriormente il quadro appena descritto. E poi eseguire un calcolo calorico, seppur indicativo.
Produzione di insulina: sempre uguale?
La tipologia di carboidrati che consumiamo influenza la produzione di insulina. Questo cosa significa?
Se consumiamo carboidrati complessi, quali per esempio l’amido (contenuto in pasta e riso), avremo una produzione di insulina più bassa e prolungata.
Al contrario il consumo di zuccheri semplici (dalla torta con panna fino alle molteplici bevande zuccherate) innalza rapidissimamente l’insulina!
Nel primo caso avremo energia di lunga durata e un maggior senso di appagamento al cibo, oltre che la capacità di gestire meglio gli attacchi di fame.
Nel secondo caso avremo un gran senso di pienezza che porterà però in pochissime ore al desiderio di mangiare nuovamente. La ripetitività di questa pratica influenzerà il nostro stato comportamentale: il nostro cervello vorrà alimenti dolci e tenderà ad escludere gli alimenti che invece sono anche quelli più sani (frutta e verdura per esempio).
Una prima risposta al “perché ingrasso” risiede nella tipologia di alimenti consumati.
Chi pagherà il prezzo di queste abitudini scorrette sarà il nostro corpo e in particolare la nostra estetica.
Perché ingrasso? Conclusioni
Tutte queste notizie ovviamente non sono nuove e la maggior parte di coloro che leggeranno questo articolo non troveranno nulla di innovativo. Siamo talmente consapevoli di tutto questo che continuiamo però a perpetuare certi comportamenti alimentari.
La risposta alla domanda: “perché ingrasso?” appare ovvia. Se poco fa abbiamo parlato di qualità e tipologia di alimenti consumati dobbiamo aggiungere la quantità introdotta degli alimenti.
Ma esiste un terzo fattore. La sedentarietà.
La soluzione non è gettarsi in diete estreme per dieci giorni per poi ritornare alle vecchie (e pessime, aggiungerei) abitudini alimentari. La salute non è qualcosa che possiamo trattare come un interruttore della luce (modalità ON-OFF), ma dobbiamo curarla nel tempo e preservarla il più a lungo possibile.
Stesso discorso lo merita l’ambito estetico. Vogliamo un corpo più appagante esteticamente?
Non pensate con una dieta di un mese di correggere disordini alimentari di una vita. Prendetevi tempo. Potrebbe richiedere un anno o un anno mezzo tutto questo, ma poco importa.
Il miglior investimento che possiate fare è quello sulla vostra salute.
Ora conoscete le tre risposte possibili alla domanda: perché ingrasso?
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