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Acqua a tavola: cosa sapere
La scelta dell’acqua da consumare non è da sottovalutare. Le acque presenti in commercio sono molto diverse tra loro e si possono adattare a diverse esigenze. In questo articolo le analizzeremo e cercheremo di contestualizzarle in base alle diverse necessità.
Non è da dimenticare la possibilità di utilizzare anche l’acqua di rubinetto, con costi nettamente inferiori rispetto alle acque in bottiglia.
L’acqua del rubinetto per combattere l’eccesso di plastica
L’acqua del rubinetto ha dei buoni standard e può essere consumata per ammortizzare gli alti costi delle acque in bottiglia. La caratteristica più interessante dell’acqua di rubinetto è proprio il suo costo: 2 millesimi di euro per litro. Per sanificare l’acqua della rete si utilizza il cloro che conferisce il caratteristico sapore, poco apprezzato da molti usufruitori.
Nonostante questo, il problema è facilmente correggibile aprendo per qualche secondo il rubinetto prima di raccogliere l’acqua in una caraffa.
Inoltre è possibile far decantare l’acqua per far depositare i residui, ma è necessario consumarla nell’arco di circa 24 ore per ragioni di sicurezza e per evitare lo sviluppo di batteri.
La caratteristica maggiormente positiva di tutto questo è la forte riduzione nell’utilizzo di plastiche.
Meglio l’acqua in bottiglia di plastica o di vetro?
Questa domanda viene posta nella maggior parte degli incontri informativi con le persone non addette al settore.
Dobbiamo precisare che non ci sono dati che confermino la tossicità dell’acqua bevuta in bottiglie di plastica, perché le autorità competenti si assicurano che vengano rispettati determinati standard di purezza dell’acqua. Dall’altra parte è pur vero che le bottiglie di plastica presentano alcune criticità. Al di là dell’inquinamento in sé della plastica, alcune sostanze possono disperdersi nell’acqua. Tra queste gli ftalati sono quelli maggiormente citati e chiacchierati.
Se vogliamo cercare un’alternativa alle più comuni bottiglie di plastica, abbiamo il vetro che rappresenta un’alternativa sicuramente migliore, seppur maggiormente costosa in alcuni casi.
Quale acqua consumare durante i pasti?
Le diverse acque in commercio e loro caratteristiche
In commercio troviamo centinaia di acque che mostrano caratteristiche differenti in termini di concentrazioni minerarie, residuo fisso e pH.
Il consiglio che si da spesso è di cambiare la marca d’acqua frequentemente, per compensare i pregi organolettici di alcune acque con altre.
Le acque più ricche di magnesio
Tra le acque più ricche di magnesio ritroviamo la San Pellegrino (50 mg/L ca.), la San Benedetto (30 mg/L ca.) e la Uliveto (30 mg/L ca.). Sono acque interessanti per lo sportivo e tutti coloro che necessitano di un’acqua con buoni quantitativi di questo minerale. Inoltre si prestano per coloro che soffrono di stipsi (=stitichezza) e affaticamento.
Le acque più ricche di calcio
In questa categoria sono di gran lunga superiori la San Pellegrino e la Uliveto, entrambe con circa 200 milligrammi di calcio per litro (mg/L).
Anche San Benedetto e Rocchetta, seppur con quantitativi di calcio inferiori, mostrano buoni quantitativi di calcio (dai 50 ai 55 mg/L).
Questa acque sono particolarmente indicate per tutte le donne in particolari fasi della vita, come la menopausa e in gravidanza. Risultano inoltre particolarmente indicate in caso di ipertensione e per la prevenzione dell’osteoporosi.
Le acque calciche venivano sconsigliate a tutti i soggetti che soffrivano di nefrolitiasi, anche se ultimi congressi di aggiornamento sembrano aver messo in luce che moderate dosi di acque calciche mostrano effetti protettivi e non predisponenti. In questo caso è bene comunque avvalersi di una figura sanitaria per valutare il caso specifico.
Le acque più ricche di potassio
La Uliveto è l’acqua, tra le più diffuse, che mostra livelli elevati di potassio disciolto (circa 10 mg/L). La San Pellegrino ne ha livelli nettamente inferiori, di circa 2,5 mg/L circa.
Anche le acque ricche di potassio sono particolarmente indicate per gli sportivi.
Le acque più ricche di sodio
Anche in questa categoria, come per la categoria tra le acque più ricche di potassio, vince la Uliveto con 110 mg/L di sodio circa. Quest’acqua si mostra particolarmente congeniale per tutti coloro che hanno bisogno di un buon apporto minerario (sportivi e in casi di carenze specifiche).
Quando optare per acque povere di sodio e quale acquistare?
Tutti i soggetti affetti da ipertensione dovranno declinare verso acque più povere di sodio. La San Bernardo è un’acqua povera di sodio con una concentrazione di 0,8 milligrammi per litro.
Le acque ricche in nitrati
Tra le acque con buone concentrazioni di nitrati troviamo la San Benedetto e la Uliveto, rispettivamente con 6,8 mg/L e 6 mg/L circa. Alcuni anni fa si diffuse la credenza che acque ricche di nitrati potessero essere cancerogene. L’Associazione Italiana per Ricerca sul Cancro (AIRC) ha completamente smentito tali credenze.
In Italia, inoltre, le acque potabili non possono per legge superare i 50 milligrammi di nitrati per litro.
Il residuo fisso: che cos’è
Il residuo fisso è il parametro utilizzato per valutare la qualità di un’acqua. Rappresenta il quantitativo di sali minerali disciolti nell’acqua che permangono dopo una sua completa evaporazione.
Le acque così si classificano in:
- Minimamente mineralizzate: residuo fisso al di sotto dei 50 mg/L;
- acque oligominerali: residuo fisso tra i 50 e i 500 mg/L;
- acque medio-minerali: residuo fisso tra i 501 e i 1500 mg/L;
- acque ricche di sali minerali: residuo fisso oltre i 1500 mg/L.
Quali acque in commercio hanno un basso residuo fisso?
Tra le acque note per il loro basso residuo fisso troviamo la Lauretana, la Sant’Anna e la San Bernardo.
Quale acqua consumare durante i pasti?
L’articolo ha voluto dare una visione d’insieme ad un tema “sentito” da molti utenti. La scelta dell’acqua è cruciale in determinate circostanze. Il take home message è che non esiste un’acqua migliore di un’altra.
In base alle esigenze individuali esistono acque più adatte di altre.
A voi la scelta finale e ricordate: cambiate spesso la marca d’acqua nel caso non consumaste quella del rubinetto.
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