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12 Dicembre 2019
Dieta mediterranea: una dieta perduta
18 Dicembre 2019La Paleodieta o paleodiet: la dieta del cavernicolo fa parlare di sé da diversi anni. Questa dieta è stata inventata da un professore della Colorado State University, Loren Cordain. Come ogni libro dell’alimentazione che si rispetti, che si parli di Paleodieta, dieta vegana, dieta iperproteica in generale o qualsiasi altro regime nutrizionale, si comincia sempre con una lunga e convincente storiella antropologica di cosa consumasse l’uomo prima dell’avvento dell’agricoltura.
Più che disquizioni di stampo scientifico si contrappone puntualmente un passato glorioso, di cui il lettore possa innamorarsi e del parallelismo con il presente e di quanto vivremmo meglio se facessimo un ritorno alle origini.
Peccato che a ben vedere l’essere umano non poteva seguire un’alimentazione precisa e a seconda dei luoghi della terra, la specie umana poteva seguire diete anche molto diverse.
Paleodieta: in cosa consiste?
Al di là delle fantastorie su quale fosse la dieta seguita dall’uomo dell’eta neolitica, vediamo quali sono i principi chiave della Paleodieta.
Questo regime nutrizionale consiglia buoni quantitativi di alimenti animali, alimenti grassi come le noci, verdura e frutta.
Gli alimenti sconsigliati sono invece quelli conservati, le farine raffinate, i latticini, l’alcol e il caffè.
Da quando si è diffusa questa dieta, sono sempre di più coloro che hanno intrapreso questo stile di vita e ci vedono quasi un elisir per riacquistare la forma fisica perduta.
La paleodieta è davvero un regime nutrizionale migliore rispetto ad altri?
Date queste linee guida estremamente sintetiche, alcuni dubbi dobbiamo sollevarli. In primis, se vogliamo abbassare il peso corporeo e avere una buona forma fisica, dobbiamo fare esercizio fisico ed intraprendere una dieta ipocalorica e correttamente bilanciata. Se questa dieta si chiama paleo o in qualsiasi altro modo, il punto fondamentale è intraprendere una dieta con un apporto calorico inferiore rispetto a quello a cui siamo abituati.
Per tutti gli scettici, su questo ha fatto chiarezza una meta-analisi del 2014 di Johnston e collaboratori, visionabile al termine del presente articolo.
Cerchiamo però di capire se è vero quanto promette la paleodieta per quanto riguarda le patologie del benessere.
Partiamo da due ricerche, una del 2009 e una del 2015, pubblicate entrambe sul Journal of Clinical Nutrition.
- Nella ricerca del 2009 si è provato un miglioramento della pressione arteriosa, della tolleranza al glucosio e del profilo lipidico, in sedentari che hanno provato la paleodieta per 10 giorni, senza che ci fosse una perdita di peso nei 9 soggetti analizzati;
- una ricerca del 2015 sembrerebbe aver confermato l’efficacia della Paleodieta sul controllo glucidico e lipidico in soggetti affetti da diabete di tipo 2, rispetto ad una dieta tipicamente occidentale.
Si capisce facilmente come questi due studi non possano essere presi in considerazione. Nel primo studio la durata e il campione sono fattori oggettivamente problematici per poter confermare quanto dimostrato.
Dovremmo capire invece, sulla base della ricerca del 2015 e su quanto esposto sulla paleodieta, se questo regime nutrizionale risulti efficace nel lungo periodo, tematica trattata nel nuovo corso di nutrizione e integrazione sportiva di Corebo.
Perché molti sarebbero disposti a giurare che su di loro ha funzionato e si sentono meglio?
Quando si parla di diete, è sempre molto difficile non richiamare a sé le critiche dei devoti sostenitori con le classiche affermazioni che si fondano sul fatto che su di loro ci sono stati dei risultati tangibili. Molte delle diete che si trovano reperibili nel web e in molti libri, se il soggetto seguiva una dieta sbilanciata, danno sicuramente dei benefici nell’immediato.
Questo però non prova l’efficacia o la salubrità di una dieta quanto piuttosto fa sorgere dubbi su quanto fosse poco bilanciata la dieta di quel soggetto prima di intraprendere quella in esame.
Se formulassimo una dieta ipocalorica, qualsiasi essa sia, darebbe un risultato positivo a chi, prima di intraprenderla, seguiva un regime nutrizionale ben peggiore.
Detto questo, non voglio dire che la Paleodieta si fondi su presupposti assurdi, ma che ogni regime nutrizionale è necessario contestualizzarlo. Alcuni concetti sono condivisibili, ma l’estremizzazione e l’esclusione di intere categorie alimentari non trova fondamento.
REFERENCES:
- Frassetto et al. (2009). Metabolic and physiologic improvements from consuming a paleolithic, hunter-gatherer type diet, Eur J Clin Nutr; 63(8): 947-955.
- Johnston BC et al. (2014).Comparison of Weight Loss Among Named Diet Programs in Overweight and Obese Adults – A Meta-analysis. JAMA.
- Masharani et al. (2015). Metabolic and physiologic effects from consuming a hunter-gatherer (Paleolithic)-type diet in type 2 diabetes, Eur J Clin Nutr; 69(8): 944-948.




