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La risposta a questa domanda non esiste e tra poco si capirà il motivo. La maggior parte delle persone cercano un proprio peso forma o quello che loro ritengono essere tale. Tuttavia nella maggioranza dei casi le convinzioni personali non rispecchiano la realtà o “a cosa” sarebbe giusto puntare.
Nel corso degli anni sono state diverse le formule che hanno cercato di individuare un peso ideale e nell’articolo “quanto dovrei pesare” ne parlammo già. In ogni caso dopo diverse esperienze capitate in studio siamo ancora qui a scrivere un editoriale.
Le persone cercano un peso forma e non una forma fisica. Associano il peso ad un proprio benessere, quando le vicende sono nettamente più complesse di così.
C’è chi vuole un certo peso perché 20 anni prima era il peso che si possedeva in giovinezza. Chi vuole un certo peso per un ancoraggio psicologico ad un ideale ipotetico che avvicinerebbe la persona a vedersi bene. Nella maggioranza dei casi si eseguono discorsi che lasciano il tempo che trovano.
Le persone sono alla ricerca del peso forma senza fare i conti con la propria composizione corporea e con il loro livello di fitness. Un po’ come gli skinny fat people, le persone si soffermano solo sull’apparenza che il peso possa fornire anche la forma fisica tonica e bella che stanno cercando.
Invece è un delicato gioco di proporzioni e rapporti che rendono una persona proporzionata e il peso, in questo discorso, ha un valore limitato.
Alla ricerca del peso forma
Anche gli sportivi tendono ad essere ancorati ad un peso ideale. Alcuni sono addirittura legati al concetto del BMI senza che ci sia una ragione per prenderlo in considerazione se siamo persone allenate.
Già quando facciamo una bioimpedenziometria in studio elenchiamo tutti i limiti di tale metodo, specie se non affiancato ad altri dati che riguardano la superficie corporea e i rapporti tra le circonferenze corporee.
Eppure quando rispondo:
Il peso non è un indicatore attendibile di chi siamo
le persone rimangono scettiche. Iniziano un percorso nutrizionale e devono vedere sempre il peso in aumento o in discesa, a seconda di quale dieta stanno seguendo e in base all’obiettivo.
Tutto questo genera delle frustrazioni enormi perché non ci si rende conto che la cosa fondamentale è raggiungere un peso “ben distribuito” – come direbbero alcuni colleghi.
Inutile pesare poco se non abbiamo tonicità muscolare, così come non ha senso pesare tanto se dobbiamo arrivarci con una circonferenza vita di 100 cm. Capiamo facilmente che il ricercare un peso forma secondo le proprie convinzioni lascia il tempo che trova. Meglio concentrarsi su alcuni dati che insieme al peso possano farci capire dove stiamo andando.
Tra questi fattori, citati già più volte in questi editoriali, troviamo:
- le variazioni tra le circonferenze;
- i rapporti articolari;
- lo stato idratativo e nutrizionale del soggetto;
- le percentuali di massa grassa e magra.
Tutto ciò che riguarda la composizione corporea va contestualizzato al caso specifico, all’obiettivo e al punto di partenza. Soprattutto nel genere femminile si assistono ad ancoraggi molto forti per un certo peso corporeo. Qualora il peso oscilasse verso l’alto sarebbe motivo di abbandono della dieta in quanto fallimentare. Il tutto viene ricondotto al peso e niente altro.
Invece il gioco è capire cosa stiamo perdendo. Se per perdere sempre peso devo sacrificare la tonicità e i muscoli non ha molto senso. Meglio aumentare di un chilo il nostro peso e avere più compattezza muscolare e giocare su come la cronicità ad un approccio nutrizionale possa nel tempo – abbinandoci un adeguamento allenamento – migliorare la nostra estetica e composizione corporea.




