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11 Marzo 2019I test delle intolleranze alimentari sono pubblicizzati ovunque. Un piccolo prelievo del sangue e sappiamo cosa escludere dalle nostre tavole e ritrovare l’antico vigore.
Eppure sarà vero quanto promesso da questi test? No. Anzi, spesso e volentieri sono delle vere e proprie bufale. Non vi è conferma di efficacia secondo gli studi scientifici e ci ritroviamo a dover fare i conti con molti pazienti che invece continuano ad investire molti soldi su test il più delle volte inattendibili.
Test delle intolleranze alimentari: davvero attendibili?

Molti dei test presenti in commercio sono delle bufale. Puntano su un effetto placebo e si mettono alla gogna alcuni alimenti specifici, senza che ci sia certezza che proprio l’alimento incriminato dal test sia la causa dei malesseri manifestati dal paziente.
I sintomi dell’intolleranza alimentare
Il più delle volte sono sintomi aspecifici e dal quadro estremamente variabile. Proprio queste caratteristiche rendono i test delle intolleranze poco oggettivi.
I sintomi che il paziente può manifestare sono diversi e alle volte non sono imputabili ad un alimento, ma ad una serie di associazioni alimentari e stili di vita.
- meteorismo;
- gonfiore addominale;
- dolori addominali;
- diarrea;
- stipsi;
- difficoltà digestive.

La maggior parte dei sintomi da intolleranza alimentare sono davvero generici e comuni a diverse problematiche, alcune del tutto comuni.
Eppure il ricercare necessariamente una soluzione può diventare quasi un’ossessione per alcuni pazienti, al punto da escludere intere categorie alimentari con l’effetto placebo di ritrovare un po’ di sollievo.
E così si sono diffusi nel tempo diversi test, con il claim di riuscire a risolvere tutti i problemi attraverso una lista di alimenti che potrebbero essere la causa del malessere.
Tra i test più diffusi e gettonati, ma privi di ogni attendibilità scientifica, troviamo:
- Test kinesiologico;
- Vega Test;
- Test Citotossico;
- Dria Test;
- Alcat Test.

Test delle intolleranze: il test kinesiologico
Il test kinesiologico si attua facendo tenere in mano al paziente l’alimento considerato causa del malessere. Si richiede al paziente di eseguire un test muscolare contro resistenza, dapprima senza tenere in una mano l’alimento e dopo testando nuovamente la forza muscolare dopo aver tenuto l’alimento per alcuni secondi.
Questo test viene eseguito direttamente da un operatore che noterà le variazioni di forza dell’arto sottoposto al test. Come si può facilmente intuire, l’influenza placebo o nocebo del paziente e dell’operatore portano questo test ad essere soggetto ad errori grossolani e poco misurabili.
In parole povere, un test non attendibile.
Una variante di questo test è il Dria Test, in cui il paziente assume il principio attivo dell’alimento a livello sub-linguale e un particolare apparecchio rileva le variazioni di forza muscolare. Vale lo stesso discorso per il test kinesiologico: non attendibile.

Il Vega Test
Si misura la variazione del potenziale elettrico attraverso i punti dell’agopuntura. Questo è un test considerato dalla comunità scientifica del tutto privo di senso. Non gode del criterio di riproducibilità, accuratezza e precisione.
Evitate chi vi vende questo test, in quanto del tutto inattendibile.

Test citotossico
Tra i test delle intolleranze alimentari, uno dei più diffusi è il test citotossico. Si basa sul prelievo ematico e sull’analisi dei leucociti a contatto con i principi attivi di determinati alimenti.
Purtroppo anche per questa tipologia di test non gode di attendibilità scientifica (Hammond, Lieberman 2018).
L’ALCAT test è una variante del test citotossico, ma non possiede maggior attendibilità e spesso gli alimenti condannati portano ad intraprendere diete del tutto inutili che non alleviano in alcun modo la sintomatologia.

L’effetto placebo dei pazienti
Uno dei più gravi problemi che ci sono oggi è sicuramente la diffusione di notizie discordanti nel web, da parte di blog e anche portali di aziende che alimentano la disinformazione in merito ad una tematica così complessa.
Spesso i pazienti tendono ad un’autoanalisi e ad eliminazioni immotivate di determinati alimenti. Tra questi, quelli maggiormente condannati sono:
- alimenti lievitati;
- latte e derivati;
- olio di oliva;
- farine;
- alimenti contenenti nickel.
Ad oggi parlare di intolleranze alimentari è complesso e non esistono test utili per identificare un specifica intolleranza (eccezion fatta per il Breath Test per il lattosio e il test per la celiachia).
BIBLIOGRAFIA – REFERENCES:
- Hammond C, Lieberman JA (2018). Unproven Diagnostic Tests for Food Allergy, Immunol Allergy Clin North Am; 38(1):153-163.
- Ministero della Salute.

